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Economia: il nuovo governo rassicura il mercato, spread in calo

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Ore 9.15. Lo sblocco definitivo delle trattative sulla formazione del governo, con il nuovo esecutivo che giurerà oggi alle 16, tranquillizza i mercati dopo una settimana segnata da pesanti turbolenze. Lo spread Btp/Bund in avvio arretra a 225 punti dai 240 della chiusura di ieri, con il rendimento del decennale italiano che scende al 2,52%. Si restringe anche il differenziale sui titoli a due anni, il segnale di allentamento delle preoccupazioni degli investitori in un orizzonte a breve-medio termine. Partenza in grande slancio anche per le Borse: Piazza Affari sale in avvio del 2,2%, sospinta all’insù dal rialzo delle banche. Bene anche tutti gli altri listini europei: Londra cresce dello 0,65%,  Francoforte guadagna lo 0,58% e Parigi lo 0,78%.

La schiarita italiana arriva in un quadro segnato da incertezze sul fronte internazionale, con le nuove tensioni commerciali innescate dai dazi introdotti dagli Stati Uniti nei confronti delle importazioni di acciaio e alluminio di Unione Europea, Messico e Canada. Ieri Wall Street ha chiuso in calo mentre in avvio di giornata sono stati i listini asiatici ad accusare il colpo, con Tokyo che ha archiviato la seduta in flessione dello 0,14%.

Sul fronte valutario si mantiene debole l’euro nei confronti dle dollaro, con la divisa europea che non si discosta da quota 1,16 sul biglietto verde, a 1,1675, comunque in rialzo rispetto ai livelli di inizio settimana.

L’agenda dei dati macroeconomici di giornata offre pochi spunti ma molto preziosi. L’Istat comunica il dato definitivo sul Pil del primo trimestre, dopo che a maggio la stima preliminare dell’istituto di statistica era stata di +0,3%, in linea con la coda del quarto trimestre 2017, ma sotto comunque le attese di molti analisti. La nota dell’Istat sarà utile anche per analizzare l’andamento delle varie componenti, assenti nella stima preliminare, per andare più a fondo sulla composizone del dato.

Quotazioni del petrolio in calo, con i contratti sul greggio Wti con scadenza a luglio che cedono lo 0,2% a 66,89 dollari al barile. Scende anche il Brent dello 0,14% a 77,45 dollari. Stabile l’oro, sotto quota 1300 dollari l’oncia, a 1298.

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