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Per Gregucci l’Arechi mette troppa pressione ai calciatori

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Casa dolce casa è solo un quadro ornamentale da appendere al muro dei ricordi perché la casa granata è avara di soddisfazioni. Il fattore Arechi non c’è più e la conferma arriva direttamente dal campo. 20 i punti conquistati ma nell’ultimo periodo Brescia, Pescara e Lecce hanno sbancato l’Arechi. Nella prima fase sono stati 17 i punti conquistati dalla Salernitana tra le mura amiche grazie alle vittorie contro Verona, Perugia, Livorno e Spezia ed ai pareggi con Palermo e Ascoli.

Nell’ultimo periodo in mezzo alle tre sconfitte la sola vittoria con il Foggia. Un momento di flessione importante che non giustifica le parole dell’allentore granata. Possibile che l’Arechi metta pressione a giocatori navigati ed esperti? Possibile che da valore aggiunto la tifoseria granata sia diventata un problema per chi va in campo nell’impianto di via Allende?

Possibile che il tifo e l’incitamento da parte di una Curva che non si ferma mai determini l’arretramento del raggio d’azione della Salernitana che, rispetto alle partite in trasferta, ha un baricentro troppo basso ed un approccio molle e timoroso? Gregucci è un ottimo allenatore e conosciamo il suo valore. Prendiamo per uno sfogo dettato dalla rabbia le sue esternazioni sul fattore Arechi. Non è mai esistito che una squadra di calcio soffra la pressione quando gioca in casa.

Non è mai esistito questo a Salerno dove non c’è da anni un clima ostile. Se poi i calciatori applauditi per tutta la partita e contestati soltanto nell’intervallo o a fine gara per i magri risultati vanno in tilt o soffrono oltremodo le pressioni farebbero bene a cambiare aria. A Salerno vada in campo chi è degno di indossare la maglia granata e non chi ha le gambe che tremano

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