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Morì d’anoressia, lettera scagiona il convivente?

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Secondo l’accusa non si sarebbe preso cura della convivente che, a causa di quell’abbandono sarebbe morta. Ha preso il via ieri, dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Salerno il processo a carico di G. N., 38 anni, originario di Bellizzi e, all’epoca dei fatti, residente a Magliano Vetere.

In aula, ieri mattina la testimonianza della sorella di A. M., la quale ad un tratto ha raccontato al pubblico ministero che nelle cose personali della congiunta avrebbe ritrovato, successivamente alla morte della donna, un biglietto sul quale la stessa avrebbe scritto che “il digiuno era la preghiera che offriva a Dio”. Lo scrive il quotidiano Le Cronache oggi in edicola

Un particolare questo che fino ad oggi non era mai venuto fuori e che probabilmente in qualche modo alleggerisce la posizione di G.N.. La donna faceva parte di un gruppo religioso e da qualche tempo seguiva un percorso di fede molto personale. Il rifiutare il cibo fino a divenire anoressica.

L’imputato si è sempre difeso affermando di aver fatto di tutto per aiutare la donna a nutrirsi: le aveva comprato anche degli omogeneizzati. A presentare denuncia alla magistratura furono i genitori della ragazza che soffriva di diverse patologie. Per la famiglia della donna deceduta nel 2016 G.N. non si fosse preso cura a sufficienza della figlia

Fonte Le Cronache in edicola venerdì 22 marzo

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