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Sviluppo sostenibile: a Salerno convegno su lavoro, Sud e imprese

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L’iniziativa «Sviluppo sostenibile. Lavoro, Sud e imprese» organizzata da Campania Libera, la lista del presidente della Regione Vincenzo De Luca, presso la Sala Pasolini, era in calendario da tempo, con un quadro politico assolutamente diverso da quello attuale, lo sottolinea, nel dare inizio ai lavori, il deputato dem Piero De Luca.

Il dibattito, moderato dal direttore del Mattino, Federico Monga, si è incentrato sullo sviluppo sostenibile e sulle emergenze del Mezzogiorno d’Italia, a partire da quella indifferibile della disoccupazione giovanile, che come ricorda De Luca, citando l’ultimo rapporto Svimez, significa “3 milioni di occupati in meno rispetto al Nord del Paese un divario enorme che deve essere necessariamente colmato”.

Sul tema si è soffermato Andrea Prete, presidente Uniocamere Campania: «Al nuovo governo chiederei sicuramente misure per agevolare l’immissione dei giovani nel mercato del lavoro che è la nostra vera piaga. Se al Sud si completano le infrastrutture ci saranno più imprenditori disposti ad investire se a questo si uniscono misure per ridurre i costi del lavoro per i giovani, ci sarà anche più convenienza».

Sulla necessità della formazione, indispensabile per accorciare le distanze fra scuola e impresa, ha parlato Luigi De Vecchis, presidente di Huawei: “In Cina i campus universitari sono nelle aree industriali, fra le aziende. Il futuro è nelle città e la sfida è renderle intelligenti». Paolo Scudieri, l’imprenditore di Ottaviano a capo dell’Adler Group, la multinazionale che sviluppa e industrializza componenti e sistemi per l’industria del trasporto, ha ricordato come grazie alla Regione sul territorio si realizzerà il progetto “Borgo 4.0”, dove si sperimenterà la connettività 5Giga e l’alimentazione ad idrogeno per le automobili”.

Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al presidente nazionale di Confindustria, il salernitano Vincenzo Boccia: «Sono equidistante dai partiti – ha dichiarato Boccia – ma credo che le parole sogno e futuro non debbano più essere solo nel patrimonio linguistico dei bambini, ma dell’intero Paese».

 

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