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Sfogo operatore sanitario del Ruggi: “Noi, eroi a chiacchiere, nessun incentivo”

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un operatore sanitario dell’Ospedale Ruggi di Salerno

Noi ” eroi “dimenticati. Sono un operatore sanitario e ho svolto, e svolgo il mio lavoro in ospedale,  al Ruggi di Salerno, sono stato sempre in prima linea, dal boom del virus Hiv, passando per tutte le varie epidemie che sì sono succedute sino alla Sars-2 covid 19, e questa volta mi sembra di essere ritornato al passato, e cioè quando primeggiava l’ epidemia dell’ A IDS. Tutti ti evitano perché sanno dove lavori, anche i colleghi di altri reparti cercano di evitarti, ti senti emarginato, un diverso.  Io con i miei colleghi non abbiamo mai chiesto nulla o lamentati per qualcosa, abbiamo sempre lavorato in silenzio dando la massima attenzione e disponibilità per tutti i nostri pazienti, anche quando i dispositivi di protezione individuale scarseggiavano o erano nulli, abbiamo lavorato in condizioni a dir poco ” disumane “, ma sempre a testa alta e consapevoli di quello che facevamo e di quanto eravamo importanti per quelle persone che lottavano per la vita, in molti ci hanno detto grazie, e quel grazie per tanti di noi è stata una ricompensa indescrivibile, ci siamo sentiti soddisfatti, grati per le nostre conoscenze con chi ha speso il suo tempo ad insegnarci e prepararci a combattere il nulla, un nemico invisibile che diventa un killer spietato. Ora passando per eroe, avendo dei piccoli privilegi, che molte forze dell’ordine ci hanno riconosciuto, il governo ci aveva promesso un incentivo per riconoscere la nostra capacità e la nostra dedizione nel prossimo, ed invece cosa succede?
Amara sorpresa,  NON CI SONO FONDI.
Grazie stato
Grazie governo
Grazie Conte con tutte le promesse fatte al popolo italiano.

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