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Pensionati rientrano dal Regno Unito. Tassazione agevolata e Brexit

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L’Agenzia delle Entrate risponde positivamente a un interpello di un pensionato, residente nel Regno Unito da almeno 5 anni, che intende trasferire la propria residenza in uno dei Comuni italiani con popolazione non superiore a 20.000 abitanti.

In effetti il contribuente, che chiede chiarimenti, vuole usufruire dell’imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria con aliquota del 7%, per 9 anni anziché dell’aliquota ordinaria.

A tal proposito ricordiamo che l’art. 5-bis del Decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 ha innalzato da 5 a 9 anni la possibilità di avvalersi della tassazione agevolata al 7% e che le condizioni, per accedere alla tassazione di favore, sono stabilite nei commi 273 e 274 della Legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Legge di Bilancio per l’anno 2019) e possono essere riassunte con i seguenti limiti:

 

L’Agenzia delle Entrate, dicevamo, risponde al quesito (interpello n. 244 del 13 aprile 2021) e rammenta che in base al citato articolo 49, comma 2, lett. a) del TUIR, «costituiscono redditi di lavoro dipendente le pensioni di ogni genere e gli assegni ad essi equiparati».

Ribadisce che, per espressa previsione normativa, i redditi da “pensione” sono equiparati a quelli di “lavoro dipendente” e vi rientrano, pertanto, i trattamenti pensionistici di ogni genere e gli assegni ad essi equiparati erogati esclusivamente da soggetti esteri.

In relazione, poi, ai dubbi del contribuente, riguardanti tre polizze assicurative di cui è titolare, chiarisce che non possono rientrare nel regime di favore in quanto trattasi d’investimento finanziario e non di finalità previdenziale, volta a garantire all’iscritto una pensione integrativa nella forma di rendita o di capitale.

La volontà del rientro di questo cittadino dal Regno Unito, così come quella di circa un milione di emigrati, ci porta a scrutare quali sono gli effetti provocati dalla Brexit e come fare per avere notizie utili e aggiornate.

Sappiamo che dal 1° gennaio 2021 la Gran Bretagna è ufficialmente fuori dal mercato unico europeo.

A mezzanotte del 31 dicembre 2020 si è infatti concluso il periodo di transizione e i rapporti commerciali, tra la Gran Bretagna e l’Unione Europea, saranno ora regolati dall’accordo firmato dai leader europei e dal premier britannico Boris Johnson.

E allora, può tornare utile soffermarci brevemente su cosa cambia e come fare per il prosieguo.

Per le novità, o meglio per i comunicati stampa in tempo reale, è disponibile il sito del Consolato Generale d’Italia a Londra che permette di leggere le ultime notizie.

Sul sito, ad esempio, si possono leggere notizie su: come fare per le vaccinazioni all’estero, novità sulla digitalizzazione delle procedure di visto, sulla proroga dei termini della validità delle patenti, informazioni sui passeggeri in arrivo in Inghilterra a seguito delle nuove disposizioni adottate dal Governo britannico e altri fatti d’interesse comune.

Per l’accesso al sito e leggere le ultime notizie, cliccare su Consolato a Londra.

Vi sono, poi, le FAQ (domande poste frequentemente) che tornano utili per leggere le risposte già fornite su diversi argomenti d’interesse collettivo, come ad esempio:

Per la consultazione delle domande frequenti cliccare su FAQ.

Altre informazioni per i cittadini britannici e loro familiari residenti in Italia, sono presenti sul sito del Ministero dell’Interno all’indirizzo https://www.interno.gov.it/it/vademecum-i-cittadini-britannici-e-i-loro-familiari-residenti-italia.

Per saperne di più su cosa cambia per le imprese, l’Ambasciata italiana ha lanciato una serie di video per fornire informazioni e indicazioni pratiche sui principali aspetti del commercio bilaterale. Di seguito si riporta un video tutorial riguardante i principali impatti Brexit per le imprese.

Altre notizie sono presenti alla pagina servizio di assistenza ai cittadini italiani sulla Brexit.

Luca De Franciscis

dottore commercialista

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