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Salerno. Inchiesta su servizi doganieri, imputati assolti: “Per noi danno di immagine”

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Rompono il silenzio i doganieri coinvolti nell’inchiesta «Tortuga» sul porto colabrodo nei controlli doganali dopo la sentenza del gup del Tribunale di Salerno. Nel mese di aprile 2018, al porto di Salerno l’arrivo di 5 tonnellate di tabacchi. Un sistema che viene smantellato dal tribunale di Salerno, con il giudice che assolve sei imputati perché il fatto non sussiste, non ci sono reati nei fatti contestati dalla Procura di Salerno. A mettere fine alle vicende giudiziarie è stato infatti il gup Francesco Guerra del Tribunale di Salerno.

La difesa ha dimostrato che il funzionario, oggi in pensione, li aveva presi per ragioni di servizio, per sottoporli a controlli. «Il sanitario è tenuto a prelevare pezzi di prodotto per il controllo, non solo è un procedimento legittimo ma d’obbligo», hanno poi voluto sottolineare, ribadendo la loro estraneità ai fatti, chiarendo che il prodotto prelevato può essere controllato solo in ufficio. I funzionari della Dogana sono stati sospesi, ingiustamente, per otto mesi, dopo due mesi e mezzo di arresti domiciliari. «E’ una storia paradossale, considerando che sono state tirate in ballo persone che in quel momento erano assenti», hanno poi detto, riferendosi ad un dirigente della Dogana, accusato di essersi impossessato una confezione di colla, prelevata da un collega dai container durante i controlli.

L’uomo, non solo non era in servizio ma era in tribunale per una testimonianza e la voce raccolta dalla microspia non appartiene al dipendente. Ora, i doganieri sono stati tutti trasferiti, alcuni a Napoli, l’altro è rimasto a Salerno ma trasferito all’ufficio Monopolio.

Fonte Le Cronache

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