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Tifoso granata aggredito a Cava, salta incontro con Servalli. Lo zio: “Altro vile attacco”

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Doveva tenersi ieri mattina l’incontro tra Antonio, il 12enne salernitano aggredito a Cava de’ Tirreni perché indossava maglietta e mascherina della Salernitana e il sindaco della città metelliana, Vincenzo Servalli. Poco prima dell’appuntamento, infatti, la famiglia – come riporta oggi il quotidiano “Le Cronache” consultabile online – avrebbe incontrato un gruppo di tifosi della Cavese calcio e, spaventati, avrebbero deciso di fare ritorno a casa. Il ragazzino alcuni giorni fa era in un negozio di Cava de’ Tirreni con il papà, Camillo Melchiorre e la mamma quando, avvicinato da un gruppo di ragazzi è stato costretto a togliere gli indumenti della sua squadra del cuore altrimenti non avrebbe potuto lasciare l’attività commerciale. Ieri mattina erano presenti anche i rappresentanti della tifoseria della Cavese che avrebbero voluto incontrare il ragazzo: “Una presenza importante per tentare di smorzare i toni”, ha aggiunto il sindaco. Le forze dell’ordine dovranno ora ricostruire quanto accaduto al parcheggio, sfruttando i filmati delle telecamere di videosorveglianza. Dura presa di posizione, invece, dello zio del ragazzo Vincenzo Melchiorre che, attraverso il racconto social lascia intendere una seconda aggressione e attacca il primo cittadino: “Mio fratello è stato invitato dal sindaco al Comune. Ma quest’ultimo si è infischiato della sua incolumità e quindi, stamattina, ha trovato il tifo organizzato della Cavese. Per l’ennesima volta la mia famiglia ha subito un attacco vile dopo quello avvenuto nei giorni scorsi. E’ stato aggredito davanti al portone di un’istituzione. E’ un fatto grave. Spero che mio fratello renda pubblico il video che ha registrato. Questa è gentaglia, non è la comunità vera di Cava de’ Tirreni”, ha infatti raccontato l’uomo.
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