Referendum: Renzi, spero sondaggisti sbaglino, molti indecisi

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referendumIl premier Matteo Renzi, dopo aver preso parte alla convention sul Mezzogiorno alla Mostra d’Oltremare, si è recato questa mattina negli studi televisivi e di produzione di Canale 21. Accolto dall’editore Paolo Torino, il premier – secondo quanto riferisce una nota dell’emittente – ha incontrato giornalisti e tecnici della emittente e nel corso di una intervista esclusiva realizzata dal direttore editoriale del Vg21, Gianni Ambrosino, ha parlato del Piano per il Sud, del Referendum costituzionale, della Brexit e dell’elezione di Donald Trump, ma anche del rilancio di Bagnoli e dei rapporti con il sindaco Luigi de Magistris.

Alla domanda sui sondaggi che danno, al momento, il No al referendum in vantaggio sul Si, Renzi ha risposto, secondo una nota diffusa dall’emittente: “Speriamo che i sondaggisti si stiano sbagliando, come è avvenuto prima con la Brexit e poi con la elezione di Trump negli Usa. Il punto di fondo è che ci sono ancora moltissimi indecisi ed io mi rivolgo a loro e dico che in questo referendum chi vota Si lo fa per ridurre gli sprechi e i costi della politica; ridurre il numero dei politici, con la riduzione dei senatori; eliminare enti inutili come il Cnel; evitare il ping-pong tra Camera e Senato per l’approvazione di una legge e per semplificare la vita a milioni di cittadini.

Chi vota per il Sì sceglie un voto contro la casta. Se vince il No, invece, resta tutto com’è ora, ma allora perché in tanti si lamentano che certe cose non vanno? Chi si lamenta come fa a votare No?”. Renzi, poi, ha evidenziato – riferisce l’emittente – che la legge elettorale non è affatto materia inserita in questo referendum. «Ci troviamo in un sistema politico complicato, con il bicameralismo che finora è costato tantissimo al contribuente italiano – ha aggiunto il premier nell’intervista esclusiva realizzata a Canale 21 – Il sistema attuale ha penalizzato fortemente il Sud.

Noi invece, con il mio governo, abbiamo rilanciato Bagnoli, attirato i grandi investimenti qui a Napoli con la Apple, abbiamo investito sulle bellezze archeologiche con l’area di Pompei che era famosa solo per i crolli, ora per le opere che inauguriamo. Il governatore De Luca ha parlato di 200mila assunzioni nella Pa da fare al Sud e io dico che sicuramente in alcuni settori della pubblica amministrazione, come il comparto della sicurezza, le forze dell’ordine, il comparto scuola e quello della sanità abbiamo bisogno di fare assunzioni e le faremo.

A cominciare dalle forze dell’ordine. Su questi argomenti ci vuole buonsenso e De Luca dice bene quando parla dello sblocco del turn-over che è fermo da 10 anni». Alla domanda sul Patto per Napoli e sui suoi rapporti con il sindaco de Magistris, Renzi ha spiegato: «Io sono una persona che vuole sempre evitare le polemiche. Napoli è una città meravigliosa e noto che il sindaco ha usato parole spesso fuori luogo contro il presidente del Consiglio, ma chi riveste il ruolo di premier non può fare il permaloso.

Abbiamo messo i soldi per rilanciare Bagnoli e non ci dobbiamo fermare davanti alle polemicucce. L’obiettivo primario è risanare Bagnoli e questo lo stiamo facendo noi come governo dopo anni di immobilismo. Il resto lo deciderà il Consiglio comunale di Napoli e, tra l’altro, la struttura commissariale sta lavorando nel solco tracciato dal piano urbanistico approvato dal Consiglio comunale di Napoli. Stiamo rispettando quella indicazione, com’è giusto che sia.

Le chiacchiere stanno a zero». Si voterà nel 2018? Ha chiesto Ambrosino e Renzi ha risposto così: «Si vota il 4 dicembre prossimo per dire Si alla riforma e ridurre il numero dei politici, ridurre la burocrazia, eliminare gli enti inutili, ridare fiducia all’Italia. Tutto il resto, ora, non conta e non credo affatto che l’elezione di Donald Trump e la Brexit possano influire sul voto referendario italiano».

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4 COMMENTI

  1. Bravo il venditore di pentole, hai dimenticato di promettere un materasso ed un servizio di piatti a chi vota si, dato che ormai hai superato ogni decenza.
    Andiamo per ordine egregio bugiardo seriale:
    La gente si lamenta è vero, ma del tuo governo: hai distrutto il diritto al lavoro, hai mandato in mezzo ad una strada i risparmiatori per salvare i tuoi amici banchieri, stai distruggendo la sanità, stai abusando della pazienza degli italiani, hai fatto crescere il debito pubblico a dismisura e la disoccupazione è alle stelle, i poveri sono aumentati e le industrie chiudono, il tutto per effetto delle tue politiche senza capo nè coda.
    In presenza di cotante porcate tu dici di voler cambiare? Ma cosa il tuo aereo personale?
    Votare si significa veramente dare una legittimazione alla casta perchè i cittadini saranno considerati ancora meno di quanto valgono oggi e l’unico obiettivo saranno i vostri interessi e quelli di coloro che finanziano le vostre campagne elettorali (le lobby e le banche). Perchè, e tutti i costituzionalisti lo hanno detto, non si tratta di una semplificazione ma di una complicazione che porterà alla paralisi legislativa dato che il senato non darà fiducia al governo, è vero, ma leggifererà come adesso ed, anzi, può fare addirittura ostruzionismo al governo. Poi la legge Fornero è passata in 19 giorni e la legge Boccadutri, con cui vi siete spartiti i soldi dei rimborsi elettorali senza rendicontazione contravvenendo ai risultati di un referendum popolare, in 20 giorni e tu mi dici che l’attuale sistema non funziona? Funziona benissimo quando dovete fare macelleria sociale, molto meno quando deve fare leggi a favore dei cittadini.
    I risparmi, se ci saranno veramente, sono irrisori e se volevi davvero ridurre i costi della politica votavi la proposta di legge che dimezzava gli stipendi, non venire adesso a contare quello che non è dato che il risparmio stimato dalla corte dei contio è di 50 milioni senza calcolare le spese vive e i rimborsi delle trasferte a Roma dei futuri senatori. Anche qui vuoi buggerare il popolo italiano. Quindi ricapitolando:
    i costi se si ridurranno saranno irrisori, il percorso legislativo è complicato e si rischia la paralisi istituzionale, il senato non sparirà ma sparirà la scheda elettorale in modo che ve la cantate e ve la suonate senza interpellare i cittadini, si regalerà la immunità alla classe politica più indagata d’Italia ed alla fine avremo il contentino di riduzione del numero di senatori, quindi dal bicameralismo perfetto si passerà a quello ingarbugliato. Per quanto riguarda il CNEL, si può eliminare con una legge ordinaria.
    Caro abusivo bugiardo, non pensare che il popolo sia stupido, infatti ha capito che state mettendo in atto una truffa ai danni degli italiani ma non ve la faremo passare. Dal 5 Dicembre in poi dovrai cercarti un lavoro perchè il tuo mandato di abusivo finirà e, non noi, ma i poteri forti che ti hanno sistemato là ti cacceranno con ignominia.
    IoDicoNO

  2. Io dico SI.
    Tutti si lamentano della CASTA ora abbiamo la possibilità di mandarne 300 a casa e non diciamo SI?
    Si elimina il CNEL : se si chiede in giro cosa fa ed a cosa serva nessuno lo sa.
    Mostriamo al Mondo un’Italia che vuol cambiare anzichè far aumentare lo spread che ci costa nuove tasse ed aumento dei tassi sui mutui.
    Ci sono 21 regioni – meno quelle a Statuto speciale, ognuna con oltre 36 consiglieri che percepiscono lo stesso stipendio dei Parlamentari. Con il SI non potranno percepire stipendi maggiori di quello del sindaco della città Capoluogo di regione.
    Quindi a prescindere del colore politico che ognuno ha, a questo
    referendum si può votare soltanto SI.

  3. Caro Vincenzo sicuramente nemmeno te sai cosa e’ il CNEL ma e’ comunque giusto eliminarlo. Purtroppo i risparmi sono illusori perché da un calcolo approssimativo sono di circa 50 milioni di euro meno di un caffè all anno per ogni italiano, mandiamo a casa 300 senatori che ci costano 1,7 milioni di euro all anno l uno e ne prendiamo 100 che ci costeranno 5 milioni a testa, ma il bello non finisce qui perché non e’ stato scritto quanto percepiranno questi senatori infatti saranno proprio i 100 senatori scelti a scrivere la legge che definira’ il loro stipendio quindi dubito che si risparmino anche quei miseri 50 milioni.
    Il bicameralismo non rallenta l iter legislativo infatti abbiamo il triplo delle leggi approvate da molti stati europei ad esempio la legge Fornero che ha cancellato l art18 e’ stata approvata in meno di un mese, il problema e’ la classe politica che funziona solo per i loro interessi (vedi Legge sul dimezzamento degli stipendi bocciata dal PD)infatti e’ li che dobbiamo cambiare.

  4. X Vincenzo il salernitano vero
    Se volevano ridurre i costi della politica votavano la proposta di legge di dimezzarsi lo stipendio, quindi non è questo il motivo.
    Il CNEL si può tranquillamente eliminare con una legge ordinaria e lo spred è una invenzione delle banche per sottomettere i popoli e togliere loro sovranità. Questo non lo faranno perchè, essendo l’Italia indebitata, non conviene farla fallire altrimenti le banche esposte non rientrano. Stai tranquillo che col NO salvi solo la democrazia, il resto è propaganda renziana

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