Tavecchio in Antimafia,stadi sono handicap per calcio

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“Abbiamo un handicap sugli stadi: il campionato si gioca in impianti inferiori alla media europea anche sotto il sistema della sicurezza”. Il presidente della Figc Carlo Tavecchio, che è anche commissario della Lega di Serie A, ha snocciolato oggi, davanti alla Commissione parlamentare Antimafia che lo ha chiamato in audizione nell’ambito del filone di inchiesta su “mafia e sport”, le tante problematiche del calcio italiano e si è detto favorevole ad un modello come quello turco: “lì è attivo un sistema elettronico e chiunque è individuato, grazie ad una foto scattata all’ingresso, nel posto in cui siede.

Questo sistema dovrebbe essere attuato anche in Italia, impegnerebbe un centinaio di milioni di investimento per la Serie A”. Per il presidente della Figc, “il futuro è applicare in modo più stringente le norme sul controllo.

Oggi abbiamo la fortuna di avere l’aiuto dell’informatica: si dovrà passare dal controllo attuale a quello informatico”. Si è detto poi “d’accordissimo” affinchè il reato di bagarinaggio diventi un reato penale, “sarebbe un deterrente notevole”.

Concordi, su questo punto, anche il vice presidente della Lega nazionale professionisti B, Andrea Corradino, e il presidente della Lega Pro, Gabriele Gravina, convocati anch’essi oggi dall’Antimafia. Dal momento poi che si va verso stadi che “non sono più ambienti in cui si deve solo giocare al calcio ma ci si va anche in farmacia, al supermercato, si fa attività sociale e si balla pure la lap dance”, è bene pensare di non togliere la responsabilità oggettiva, “è ancora il cardine che dà garanzie, se la togliamo abbiamo finito”.

Tavecchio ha poi ammesso l’errore di valutazione sul contratto di sponsorizzazione che lega l’agenzia di scommesse Intralot e la Federcalcio.

“Nella vita si può anche sbagliare – ha detto – l’importante è saperlo riconoscere. Alla fine di questo contratto ho deciso di non rinnovarlo”. Sulle scommesse, ha rinfacciato ai parlamentari il fatto che “il parlamento italiano ha deciso che le scommesse non sono più reato. Lo avete deciso voi, non io, perché quelle in nero erano un’enormità. E ora ci sono tutti furbi e furbetti e nel sistema c’è un canale difficile da controllare”.

“Se mi impegno con voi per l’abolizione delle scommesse tra i Dilettanti? Assolutamente”, ha risposto ai commissari. Tutto questo ha fatto dire al termine al presidente del Comitato Mafia e sport dell’Antimafia, Marco Di Lello che “siamo soddisfatti: abbiamo avuto un assoluto sostegno alle nostre proposte. Si è chiarito che il nostro obiettivo non era processare nessuno ma liberare gli stadi dalla criminalità e creare un sistema trasparente che consenta alle famiglie di andare agli stadi”.

Entro luglio la Commissione Antimafia ascolterà il ministro dello Sport Luca Lotti, poi vuole stendere una Relazione e un articolato di legge che preveda l’introduzione del reato di bagarinaggio, l’importazione del modello inglese con le camere di sicurezza negli stadi, la limitazione delle scommesse alle serie A e B e ad una maggiore attenzione al controllo dei capitali impiegati dalle società. Soddisfatto per le assicurazioni di Tavecchio sullo stop al contratto con Intralot, anche il senatore Pd Stefano Vaccari.

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