Pasta e riso, la vittoria del made in Italy (di Tony Ardito)

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail
0
Stampa
“Finalmente sarà possibile sapere se nella pasta che si sta acquistando è presente o meno grano canadese trattato in preraccolta con il glifosato, proibito sul grano italiano, o se il riso viene dai campi della Birmania sequestrati alla minoranza Rohingya, contro la quale è in atto una pulizia etnica”.

Così Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, saluta la entrata in vigore dei decreti firmati ad agosto 2017 dai ministri, Maurizio Martina – Politiche Agricole – e Carlo Calenda – Sviluppo Economico – sulla indicazione dell’origine obbligatoria per il riso e per la pasta.

Dalla scorsa settimana sono arrivati sugli scaffali degli esercizi commerciali le nuove etichette che permettono a noi consumatori di acquistare i prodotti fruendo delle corrette informazioni e doverose specifiche.

In base a quanto stabilito dal decreto, le confezioni di pasta secca prodotte in Italia devono riportare sulla etichetta il nome del Paese nel quale il grano viene coltivato e quello di molitura. Possono altresì essere utilizzate le seguenti diciture: paesi UE, paesi NON UE, paesi UE E NON UE.

Idem per il riso. Sulla etichetta sono specificati “Paese di coltivazione del riso”, “Paese di lavorazione” e “Paese di confezionamento”. E in caso di riso lavorato in più Paesi, possono essere utilizzate le diciture “UE”, “non UE”, ed “UE e non UE”.

Ciò significa che l’etichetta di origine obbligatoria ci permetterà di conoscere la effettiva provenienza del riso e del grano impiegato nella produzione della pasta. Sarà dunque molto più complicato per i furbetti spacciare per “made in Italy” ciò che invece, al di là di tutto, rappresenta un vero e proprio inganno per l’acquirente ed un enorme danno per il nostro Paese.

Basti pensare che ad oggi, un pacco di pasta su tre è fatto con grano straniero. Uno su quattro per il riso.
Secondo una indagine della Coldiretti la quasi totalità dei consumatori chiede che sia scritto sulla etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine di tutti gli alimenti. Cosa che sino ad ora risultava tutt’altro che scontata.

Per effetto della qual cosa, oltre a subire una beffa, per lungo tempo si è visto dirottare altrove ciò che era destinato a rappresentare un sostegno alla realtà produttiva italiana, con conseguente grave nocumento per la nostra economia tutta.

Grazie soprattutto alla determinazione degli imprenditori agricoli, lungamente impegnati nella difficile battaglia del grano, il made in Italy potrà godere di ulteriori garanzie e alimentare quel circolo virtuoso di cui solo l’Italia, quando vuole, sa essere capace.

A cura di Tony Ardito

Facebook   Twitter   Whatsapp   Google plus   Condividi via Mail

Commenta

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Moderazione dei commenti attiva. Il tuo commento non apparirà immediatamente. I commenti di questo blog non sono moderati nella fase di inserimento, ma Salernonotizie si riserva la facoltà di cancellare immediatamente contenuti illegali, offensivi, pornografici, osceni, diffamatori o discriminanti. Per la rimozione immediata di commenti non adeguati contattare la redazione 360935513 – salernonotizie@gmail.com Salernonotizie.it non e’ in alcun modo responsabile del contenuto dei commenti inseriti dagli utenti del blog: questi ultimi, pertanto, se ne assumono la totale responsabilità. Salernonotizie.it si riserva la possibilità di rilevare e conservare i dati identificativi, la data, l’ora e indirizzo IP del computer da cui vengono inseriti i commenti al fine di consegnarli, dietro richiesta, alle autorità competenti. Salernonotizie.it non è responsabile del contenuto dei commenti agli articoli inseriti dagli utenti. Gli utenti inviando il loro commento accettano in pieno tutte le note di questo documento e dichiarano altresì di aver preso visione e accettato le Policy sulla Privacy.