Chiusura Fonderie Pisano, Sindaco Napoli: «Colpa dell’azienda»

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La vicenda delle Fonderie Pisano è arrivata al suo punto cruciale. La Regione Campania ha decretato la revoca dell’AIA (Autorizzazione integrata ambientale), stante l’inidoneità del sito a garantire un livello elevato di protezione dell’ambiente, per sopravvenuta carenza dei requisiti di legge.
Tale decisione è stata motivata dal permanere delle gravi e numerose criticità emerse nelle relazioni ispettive e della inefficacia delle migliorie tecniche attuate dall’azienda. Di qui la decisione della revoca dell’autorizzazione regionale con conseguente chiusura delle attività presso l’impianto ed invito alla presentazione di un piano di bonifica del sito.
Questa decisione chiama in causa evidenti e gravi responsabilità dell’azienda. Da sempre abbiamo sostenuto, al di sopra di ogni posizione demagogica, che l’obiettivo preminente fosse la salute dei cittadini e che la Proprietà avrebbe dovuto approntare per tempo un progetto di ammodernamento che tenesse conto di tale primario valore.
La colpevole inerzia delle Fonderie Pisano determina pesanti e gravi ricadute occupazionali, che vanno subito affrontate.
A partire dalla decisione della Regione occorre finalmente voltare pagina.
Iniziative concrete e rapide spettano alla proprietà verso la delocalizzazione dell’impianto, in modo da garantire la realizzazione di un moderno stabilimento adeguato a tutte le normative tecniche ed ambientali.
E’ questo il modo giusto per garantire un futuro in altro sito all’attività produttiva, salvaguardando il sacrosanto diritto al lavoro di tutte le maestranze, a partire dalle tutele sociali che andranno convenute in sede sindacale per la fase transitoria.
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9 COMMENTI

  1. Ma sei solo un burattino allora? Ma hai letto bene le carte? Hai sentito parlare di metalli pesanti nel sangue dei residenti? Hai dovuto aspettare che la regione mettesse la fonderie in condizione di no lavorare senza aver mosso un dito prima per tutelare i tuoi cittadini. Ora vieni a parlarci di delocalizzazione e non chiami quell’imprenditore con il suo nome “CRIMINALE”

  2. Fino a qualche giorno fa era tutto in discussione, anzi sicuramente sarebbe stata trovata una soluzione al problema. QUesto annunciavano i politici. Ora questa sottospecie di fantoccio dichiara ; e’ tutta colpa dell’azienda. Forse fa comodo! Se ha le pal…le chiamasse tutti i giorni tutte le famiglie degli operaia a mangiare a casa sua!
    POLITICI BASTARDI!

  3. Poche parole per definirti davvero personalità di poco spessore. Avete avuto i vostti benefici e ora che è diventato indifendibile la situazione fonderia ve ne lavate le mani puntando ai voti di chi vi ha supplicato di chiuderla

  4. Che shifo era ancora aperto quel buco?
    Ma per il tempo che è stata aperta illegalmente chi pagherà?

  5. Ma il problema non è dell’azienda ma di chi l ha fatta riaprire non costringendola a migliorarsi a delcalizzare. Siete complici voi i sindacati e anche i lavoratori che a problemi evidenti hanno risposto negando l’evidenza dei fatti e chiamando visionari chi gridava aiuto perché soffocava

  6. L’importante che sia chiusa e definitivamente a fratte, sono 30 anni che si parla di delocalizzazione e adeguamento degli impianti…

  7. Pietà di nessuno non se ne sono mai fregati della gente, operai in primis che hanno bruciato di tutto e senza scrupoli vendendosi per qualche soldo sotto banco. Adesso si atteccheranno ai cancelli saliranno sul tetto o occuperanno il comune non ci frega. Tutti in galera!

  8. Mi voglio complimentare per il coraggio!!!! tutti i commenti senza un nome o un volto!!!!!!!!! Io da padre sono soddisfatto per questa decisione! la salute dei figli innanzitutto! da lavoratore ritengo che se ognuno avesse fatto il proprio dovere forse oggi non staremmo qui a parlare di uno stabilimento chiuso e tante famiglie nella disperazione ma di una nuova moderna realtà industriale diffidate degli speculatori!!!

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