Morta per dimagrire, 11 medici nei guai per il decesso di Rosaria

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Per la morte di Rosaria Lobascio, la studentessa di 22 anni di Sala Consilina deceduta all’ospedale di Mercato San Severino otto giorni dopo un’operazione allo stomaco, la Procura di Nocera Inferiore ha iscritto nel registro degli indagati 11 medici.

L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. Nove medici prestano servizio al Fucito altri due degli undici medici che hanno ricevuto l’avviso di garanzia erano invece in servizio al pronto soccorso dell’ospedale “Luigi Curto’ di Polla la sera di mercoledì scorso quando la giovane è arrivata dopo essersi sentita male mentre era nella sua abitazione.

Dopo una serie di esami, la giovane studentessa si era sottoposta ad un’operazione di gastrectomia verticale parziale, che punta a ridurre la capacità dello stomaco permettendo una variazione nell’assimilazione del cibo. Un intervento per risolvere un problema di salute, come spiegato dalla stessa giovane attraverso Facebook e oggi, dal legale di famiglia, che chiarisce l’equivoco di un intervento che sarebbe stato eseguito solo per «fini estetici».

Nella denuncia la famiglia chiede chiarezza sul decesso della figlia: capire perché sia stata dimessa nonostante le condizioni di salute precarie post operatorie, fino alle eventuali complicazioni causate dall’intervento, che prevede tassi di mortalità molto bassi rispetto ad altre operazioni chirurgiche. Lo stesso padre, Domenico, aveva spiegato di aver avuto rassicurazioni dal chirurgo prima dell’intervento.

Le indagini hanno ricostruito tutto ciò che avvenuto dalle dimissioni post operazione fino al decesso di Rosaria. La scorsa settimana la giovane studentessa ha subito un intervento di gastrectomia verticale parziale, conosciuto anche con il termine di “sleeve gastrectomy” all’ospedale “Fucito” di Curteri.

Lunedì è stata dimessa. “Nonostante – fa sapere ancora l’avvocato Angelo Paladino – avesse problemi e dolori. Rosaria vomitava e non stava bene. I familiari vogliono capire perché è stata dimessa lo stesso”. Nei due giorni successivi la giovane salese ha continuato ad accusare problematiche, dolori e i familiari hanno deciso di accompagnarla all’ospedale di Polla, quello più vicino casa. È stata quindi visitata nel reparto di Pronto soccorso del “Luigi Curto” dove – stando sempre al racconto del legale – è rimasta per qualche ora.

“Poi l’hanno rimandata a casa”, ha rivelato Paladino. Ancora un giorno in casa, nel centro storico di Sala Consilina, e di fronte ai continui dolori, i genitori hanno deciso di portare Rosaria nuovamente all’ospedale di Mercato San Severino dove è giunta giovedì sera al pronto soccorso, è stata sottoposta ad un intervento chirurgico d’urgenza e poi trasferita nella sala rianimazione dove, dopo poche ore, è morta, lasciando in lacrime i genitori, la sorella, tanti amici e un territorio intero.

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