Alessandro Borghese dà 10 a Giffoni e lancia un appello al Ministro Bussetti

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Accoglienza da star per Alessandro Borghese, ospite della settima giornata del Giffoni Film Festival per un incontro riservato a giffoners di tutte le età. Dagli Elements + 10 alle nonne, sala strapiena per uno dei pionieri del genere cooking in Italia. Ad appassionare i giffoners soprattutto 4 Ristoranti, in onda su SkyUno: “Quel programma è un grande gioco di squadra. In ogni stagione cerchiamo di dare qualcosa in più non solo nel meccanismo del gioco, ma anche sul piano tecnico”. L’importante è ricordare che è un gioco: non premiamo il ‘miglior ristorante’ in assoluto del territorio. Lasciamo che i ristoratori giochino liberamente… poi si scannano tra loro”. Ora è sul set di Cuochi d’Italia, in onda nel preserale di Tv8: “Stiamo girando le nuove puntate. Mi piaceva l’idea di far vedere piatti e materie prime, far scoprire i trucchi e le storie di chi fa questo mestiere con fatica”.

“Cucinare è un lavoro impegnativo – ha aggiunto – non si fa per il successo tv o per il denaro. Cucinare è un atto d’amore. Se lo fai per la fama vuol dire che devi cambiare mestiere. Quando ho scelto di partecipare a Cortesie per gli ospiti, rinunciando a un contratto per gestire tre ristoranti in Cina per una nota casa di moda italiana soprattutto perché avevo voglia di fermarmi un po’ dopo tanti anni in giro per il mondo, ho studiato ancora di più. La tv è effimera, nel senso che oggi c’è e domani potrebbe non esserci più. È un’opportunità da cogliere, ma devi sempre avere un piano B”.

A proposito di studio, ha lanciato un appello al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti, anche lui ospite della settima giornata del Festival: “Gli direi che le scuole alberghiere dovrebbero essere aggiornate. Le strutture sono un po’ fatiscenti. I giovani cuochi italiani, che peraltro sono richiestissimi all’estero, meritano di poter studiare in strutture all’avanguardia”.

“La cucina è cultura, come il cinema” ha sottolineato lo chef, che ha respirato il clima da set fin da piccolo seguendo la mamma Barbara Bouchet, mentre la passione per la cucina è nata grazie al padre Luigi: “Lui era una buona forchetta, mamma un po’ meno, ma la domenica la passavo con lui ai fornelli a imparare i segreti della cucina napoletana”. “Fai ciò che ti rende felice: se sei felice tu siamo felici anche noi. Me lo hanno sempre detto i miei genitori, con lungimiranza” e il consiglio lo gira ai ragazzi in sala. “Cucinare poi è divertente: giochi con gli ingredienti, dai sfogo alla creatività. Noi cuochi restiamo bambini per sempre”.

Borghese però è anche un personaggio social: “I meme sul web? Alcuni li trovo bellissimi. Di certo non distraggono l’attenzione della gente dalla mia professione: sto in cucina da 25 anni, non intaccano la mia credibilità”. Lui che ha il potere di ribaltare il risultato, a Giffoni non ha avuto dubbi: “Meritate un bel 10”.

 

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