Carlo Ancelotti nel Cilento per l’apertura di un centro per l’autismo

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Sorride ogni volta che urlano il suo nome. Lo fa con il suo tradizionale garbo, Carlo Ancelotti. Non si sottrae a nulla nelle ore che ha deciso di voler regalare al suo amico Gerardo Antelmo che nel Basso Cilento, precisamente a Cicerale a pochi chilometri da Agropoli, ha deciso di creare un centro di ricerca unico al mondo per trattare i bimbi affetti da autismo. Carlo Ancelotti lo aveva promesso quattro mesi fa, a Vancouver, nel ristorante di Pino e Celestino Posteraro quando Antelmo gli aveva illustrato le basi del suo progetto cilentano.

«Neppure lui avrebbe mai immaginato che sarebbe poi venuto ad allenare il Napoli in questi giorni». Avrebbe pure dovuto prendere parte a una gara di tressette, nella piccola terrazza del bar «Il giardinetto»: qui avevano organizzato tutto nei dettagli, compreso le squadre. Ma il duello a carte è saltato, per rispettare l’orario del talk show. Però Carlo e Marianne, sempre l’uno accanto all’altro, accettano i doni di cui il sindaco fa omaggio. «C’è pure un cornetto». «Bene, fa sempre bene», dice. Come riporta Il Mattino:

“C’è un nuovo metodo da illustrare, una terapia in acqua per la cura dell’autismo, e Carletto sa bene che essere qui significa attirare la attenzioni verso un progetto che è in fase di decollo e che per questa realtà, famosa soprattutto per la produzione dei ceci, sarebbe vitale per evitare il continuo spopolamento. «Io ho una azienda agricola e qui riesco ancora a stare. Ma per tanti è difficile non andare via», racconta Antonio Vecchio (uno di quelli che doveva prendere parte alla sfida di tressette) un po’ deluso per la partite di carte saltata per motivi di orario.

Prende la parola Ancelotti in quella che è la sua prima vera e propria uscita pubblica non calcistica. «Non ho fatto fatica a dire di sì a questo invito, mi incuriosisce molto questo aspetto delle medicina, non ho la presunzione di fare un mestiere complicato come quello dei professori e dei medici che si occupano di queste iniziative: il mio lavoro è molto più semplice, ma anche il nostro è un mestiere sulla psiche che è assai importante anche sugli atleti, non è solo una questione tecnica o fisica. Ma anche psicologica», ha detto l’allenatore del Napoli.

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