Salerno: “Parlate di più con i vostri pazienti” l’appello del Presidente D’Angelo

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“Comunicate con i vostri pazienti, perché poter comunicare è un dono. E nel compito del medico l’importanza della comunicazione è seconda forse solo al peso della parola e della capacità di ascolto nella missione sacerdotale. E’ necessario che il medico si riappropri, e non solo perché lo prevede la legge, della capacità di comunicare, perché essa gli consente di mantenere un rapporto stretto, confidenziale ed empatico con il paziente che, con fiducia, si avvicina a lui”. Il Presidente dell’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri della provincia di Salerno Giovanni D’Angelo, introducendo questa mattina il Convegno sul tema: “Il potere e i rischi della comunicazione”, ha esortato i quasi ottomila medici della provincia di Salerno a considerare la comunicazione con il paziente una delle priorità della professione medica.

Dalla comunicazione con il feto prima della nascita al consenso informato, dal rapporto con la stampa alle nuove tecnologie e la giungla della rete, dal rapporto con il medico di famiglia all’organizzazione del lavoro nelle corsie di ospedale, l’argomento della comunicazione è stato sviscerato dagli interventi di Filippo Maria BosciaGiuseppe BattimelliGiuseppe Acocella. Intorno alla deontologia era costruito l’articolato intervento del direttore di “Salerno Medica” Bruno Ravera, che ha chiuso il Convegno con l’immagine delle due sedie vicine, quella del medico accostata a quella del paziente e dell’idea del tempo per parlare e ascoltare.

Nel corso del convegno sono state illustrate dunque le varie forme di comunicazione che nell’arco della vita e della malattia si dispiegano con precipue peculiarità, a partire dal concepimento e nell’età gestazionale nella espressione di una comunicazione psicosensoriale feto materna e fino al termine della vita. Per quest’ultima evenienza, anche alla luce della recente legge 219/2017 sono state approfondite in una ri­flessione critica le tematiche del consenso informato e delle disposizioni anticipate di trattamento, alla cui base vi è una fondamentale attività comunicativa. Il passaggio da una medicina centrata sulla malattia, che ha permesso attraverso un lungo cammino la possibilità di prevenire, diagnosticare e curare le patologie, ad una medicina centrata sul paziente, non in contrapposizione con la prima, che ha allargato le finalità dell’indagine clinica, ha richiesto indubbiamente un ripensamento ed un adeguamento dei modelli comunicativi e delle metodologie professionali.

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