Cospicua presenza di meduse nel mare di Castiglione e Atrani, ecco perchè

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Piccoli invertebrati dalle movenze sinuose cominciano a popolare le acque del litorale della Costa d’Amalfi. Si tratta delle meduse, alla continua ricerca di alte temperature nelle acque della “Divina”.

Stamani, nel tratto di mare tra le spiagge di Castiglione e Atrani – si legge dalle pagine de IlVescovado.it è stata registrata una massiccia presenza degli esemplari di “Pelagia noctiluca” (nome scientifico di questa particolare specie più diffusa del Mediterraneo), di colore violaceo e dai lunghi tentacoli che possono arrivare fino a qualche metro.

Attenzione, dunque, ai bagnanti: questo tipo di organismo a contatto con la pelle rilascia una sensazione di bruciore, provocata da alcune cellule le quali rilasciano una sostanza urticante che provoca la formazione di vesciche.

La causa di questo particolare mutamento della temperatura delle acque è dimostrabile. Gli esemplari di questa specie marina, infatti si spostano, in base alle correnti, alla ricerca di una temperatura più calda.

La ragione per cui se ne riscontra un grosso aumento va ricercata nel surriscaldamento del pianeta, che coinvolge anche i mari creando per le meduse un ambiente più favorevole.

Diversi sono i “rimedi della nonna” da effettuare al momento del contatto con una medusa ma questi risultano del tutto errati. Il consiglio è quello di applicare delle pomate cortisoniche e non antistaminiche, che con il sole possono provocare problemi di fotosensibilizzazione.

Di seguito dieci utili suggerimenti in caso di contatto con le meduse:

  1. Non strofinare la zona interessata;
  2. Evitare di lavare la parte colpita dai tentacoli della medusa con acqua dolce, questo potrebbe favorire la produzione di neurotossine in grado di causare danni a livello del sistema nervoso centrale;
  3. Non utilizzare acqua fredda o ghiaccio;
  4. Non grattare la zona dove è presente l’irritazione, questa azione stimolerebbe l’attività muscolare mettendo in circolo più velocemente la sostanza tossica;
  5. Lavare la parte colpita con acqua di mare e disinfettarla con bicarbonato;
  6. Evitare l’utilizzo, secondo quanto consigliato dalle credenze popolari, di impacchi con aceto o ammoniaca
  7. L’uso di alcool è sconsigliato in quanto potrebbe stimolare l’apertura dei nematocisti, le cellule urticanti delle meduse;
  8. Prima di adoperare pomate e creme è sempre bene chiedere il consiglio di un medico o uno specialista;
  9. Non rimuovete i frammenti dei tentacoli della medusa con pinzette, evitando così la lacerazione dei tessuti con conseguente fuoriuscita delle tossine dannose;
  10. In casi estremi, se presi dal panico, utilizzate pomate cortisoniche, sempre sotto il controllo di un medico o un esperto.

Fonte de: IlVescovado.it

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