Salerno: la Finanza celebra il 245° Anniversario della Fondazione del Corpo

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Nel pomeriggio di martedì 25 giugno, presso la sede del Gruppo di Salerno, la Guardia di Finanza festeggia il 245° Anniversario della fondazione del Corpo, alla presenza di autorità civili, militari e religiose.

Ecco di seguito i risultati conseguiti e le operazioni di maggiore rilevanza svolti dai reparti della Guardia di Finanza della provincia salernitana nel corso del 2018 e dei primi cinque mesi del 2019.

LOTTA ALL’EVASIONE, ALL’ELUSIONE E ALLE FRODI FISCALI

 

Operazione Soap opera”

La 1ª Compagnia Salerno ha disarticolato un sodalizio criminale, finalizzato alla frode fiscale internazionale, operante nel settore del commercio all’ingrosso di detersivi ed altri prodotti.

La frode è stata posta in essere anche attraverso l’emissione, il rilascio e l’utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, da parte di società estere, utilizzate per l’acquisto da produttori e fornitori comunitari, della merce destinata al mercato nazionale.

Il sodalizio aveva poi creato in Italia una serie di società “cartiere”, intestate a prestanomi, dedite al riciclaggio dei proventi illeciti, le quali solo formalmente intrattenevano rapporti commerciali intracomunitari, omettendo così il versamento dell’I.V.A..

L’operazione, eseguita su delega dell’A.G. di Nocera Inferiore (SA), ha portato all’esecuzione di dieci ordinanze di custodia cautelare e di un sequestro preventivo di beni per oltre un milione e seicentomila euro.

 

Operazione Carpas diem

La Compagnia di Scafati, a seguito delle risultanze emerse all’esito di due verifiche fiscali condotte d’iniziativa nei confronti di altrettante società operanti nel settore della commercializzazione di prodotti petroliferi, ha svolto indagini di polizia giudiziaria su delega della Procura della Repubblica di Napoli.

Le attività investigative hanno consentito di individuare, in particolare, cinque soggetti ritenuti responsabili di una serie indeterminata di frodi fiscali e di altri reati ad esse strumentali, consistenti nella illecita commercializzazione di ingenti quantitativi di prodotti petroliferi (segnatamente benzina  senza piombo e gasolio per auto trazione) sottratti all’applicazione dell’I.V.A., realizzate attraverso la creazione di una serie di società “cartiere” falsamente accreditate come esportatori abituali (mediante presentazione di false lettere d’intento) operanti in regime di non imponibilità I.V.A., al fine di acquistare dalle principali compagnie petrolifere i suddetti carburanti, per poi rivenderli sul mercato interno a prezzi fortemente concorrenziali. Il tutto attraverso fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, emesse con applicazione dell’I.V.A., di cui si appropriavano non riversandola all’Erario, per un importo di oltre 48 milioni di euro.

Ingentissimi i volumi di carburante acquistato dal 2012 al 2015 dalle società implicate; infatti, ammonta a circa 210 milioni di euro il valore del prodotto commercializzato senza alcun versamento dell’I.V.A..

L’Autorità Giudiziaria inquirente, sulla base delle risultanze investigative, ha richiesto e ottenuto dal GIP l’emissione di provvedimenti cautelari per n. 5 soggetti destinatari di o.c.c. degli arresti domiciliari, nonché un decreto di perquisizione e sequestro preventivo per equivalente, nei confronti delle società coinvolte e dei relativi responsabili, per un totale di 48.225.718,99 di euro.

CONTRASTO AGLI ILLECITI IN MATERIA DI SPESA PUBBLICA E ALL’ILLEGALITA’ NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

 

Operazione “Ground Zero”.

 

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno ha eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari in carcere emessa dal Tribunale di Salerno nei confronti di n. 14 soggetti.

Il provvedimento del Tribunale salernitano è giunto al termine di una complessa ed articolata indagine di polizia giudiziaria, avviata nel mese di dicembre 2017 da un’autonoma attività info-investigativa d’iniziativa, che ha consentito di disvelare l’esistenza, presso la Commissione Tributaria Regionale – Sezione distaccata di Salerno, di un sistema corruttivo organizzato, finalizzato alla illecita definizione in secondo grado di ricorsi tributari.

Le risultanze emerse dalle complessive attività di indagine, concretizzatesi principalmente in penetranti attività di intercettazioni telefoniche, video e tra presenti, oltre che nell’esame delle procedure del contenzioso tributario, esperite su delega della Procura della Repubblica di Salerno, hanno consentito di ricostruire numerosi episodi di corruzione in atti giudiziari, posti in essere con un sistema ormai collaudato che vedeva la sussistenza di fattispecie penalmente rilevanti a carico di funzionari amministrativi e giudici tributari della Commissione Tributaria Regionale, rei di aver percepito somme di denaro in cambio di sentenze emesse, arbitrariamente, in favore di imprenditori, in concorso con professionisti del settore tributario, incaricati di istruire e seguire, nelle varie fasi dell’iter tributario, il ricorso di interesse.

Sono almeno dieci le sentenze di secondo grado “pilotate” dal 2017 ad oggi, tutte favorevoli ai contribuenti, che hanno consentito di azzerare le somme dovute al Fisco per le imposte evase, gli interessi maturati e le sanzioni comminate, per un importo complessivo di quasi 15 milioni di euro.

La misura cautelare ha riguardato 2 giudici tributari, 2 dipendenti amministrativi della Commissione Tributaria Regionale di Salerno, 6 imprenditori e 4 professionisti del settore tributario, indagati per corruzione in atti giudiziari.

Accanto a tali misure cautelari personali, sono state eseguite perquisizioni domiciliari nei confronti di n. 19 indagati, a cui sono stati sequestrati complessivamente € 60.395,00 in contanti.

Ad eccezione di un giudice e di un consulente, che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, tutti gli altri arrestati hanno ammesso gli addebiti e, in base alle dichiarazioni eteroaccusatorie rese da alcuni di loro, sono in corso approfondimenti investigativi.

 

CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ ECONOMICO FINANZIARIA

 

Riciclaggio e concorso esterno in associazione mafiosa – operazione “President

Il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale di Salerno nei confronti di tre indagati (di cui due in carcere ed uno agli arresti domiciliari), nell’ambito di una vasta inchiesta giudiziaria che ha coinvolto numerose persone fisiche e giuridiche.

La complessa attività d’indagine ha permesso di accertare che un imprenditore di Pontecagnano Faiano (SA), avvalendosi di numerosi suoi stretti collaboratori, aveva commesso numerosi e gravi delitti che gli hanno consentito di diventare il titolare di fatto di un ingente patrimonio immobiliare, societario, mobiliare e finanziario. Nella gestione del patrimonio a lui riconducibile, l’indagato si è avvalso di accoliti fittiziamente interposti, per consentire il riciclaggio dei proventi delle ingenti evasioni fiscali a lui contestate, nella consapevolezza di avere relazioni agevolatrici con esponenti della criminalità organizzata.

Oltre alle misure personali, è stato eseguito il sequestro per equivalente di beni mobili fino alla concorrenza di € 221.800,00, corrispondente all’importo riciclato dagli indagati.

 

Operazione “Pit bull

L’indagine è stata avviata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Salerno, a seguito dello stralcio di un procedimento penale acceso presso la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore (SA), a carico di una importante azienda operante nel campo dei trasporti, trasmesso per competenza, in merito alla figura di un imprenditore del settore lattiero-caseario, alla Procura della Repubblica di Salerno.

Durante le indagini, svolte anche attraverso attività tecnica, nel mese di giugno del 2018 sono state svolte perquisizioni nei confronti degli indagati, che hanno consentito il rinvenimento di utili elementi a riscontro delle indagini.

In concomitanza con le perquisizioni locali/personali l’A.G. inquirente ha emesso anche un decreto di sequestro probatorio in virtù del quale è stata sottoposta a sequestro la somma di € 3.777.307,81.

Il sequestro probatorio è stato convertito poi in sequestro preventivo dal G.I.P. che ha accolto solo in parte le tesi accusatorie presentate dall’A.G. inquirente, dissequestrando la parte eccedente € 1.032.261,39.

In virtù dei motivi che hanno portato il G.I.P. a emettere il decreto di sequestro, il principale indagato ha pagato la somma di 5.200.000 euro per le contestazioni relative ai reati tributari ipotizzati.

Nel mese di febbraio 2019, unitamente al Reparto Operativo dell’Arma dei Carabinieri di Salerno, è stata eseguita un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Salerno nei confronti dell’imprenditore (per i reati di estorsione aggravata, corruzione e detenzione di armi clandestine), del direttore dell’Ufficio provinciale di Salerno dell’Agenzia delle Entrate (per corruzione) e di un esponente della criminalità organizzata (per estorsione aggravata).

 

Operazione Pit stop

L’attività posta in essere dalla Compagnia di Scafati su delega della Procura della Repubblica di Nocera Inferiore ha riguardato un’articolata indagine relativa all’importazione di numerosi autoveicoli dai paesi dell’Unione Europea, mediante la quale si è realizzata una truffa ai danni dello Stato, attuata mediante l’omesso versamento dell’I.V.A..

La frode in questione veniva attuata mediante due diverse metodologie:

  • la falsa predisposizione di dichiarazioni sostituitive dell’atto di notorietà a firma dell’acquirente (privato) dell’autoveicolo, concessionario, titolare di partita i.v.a., cosciente dell’attestazione del falso ideologico commercializzando l’autoveicolo evitando il pagamento dell’imposta;
  • la falsa predisposizione di dichiarazioni sostituitive dell’atto di notorietà a firma di persone sconosciute (acquirente ignaro del falso materiale ed ideologico), le quali attestavano la provenienza dell’autoveicolo da uno Stato dell’Unione Europea, di fatto commercializzato poi da una o più concessionarie di autoveicoli italiane, non corrispondendo così l’imposta.

L’attività svolta ha permesso di denunciare all’A.G. sette persone fisiche e quattro persone giuridiche.

 

Operazione “Happy Days”.

La Compagnia di Agropoli, a seguito di un’autonoma attività info-investigativa scaturita anche da una segnalazione per operazioni sospette, ha svolto indagini di polizia giudiziaria dirette e coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania.

L’attività investigativa, iniziata nel mese di marzo 2018 con indagini tecniche e finanziarie delegate dalla prefata A.G., ha portato alla scoperta di un sodalizio criminale dedito alla clonazione ed all’indebito utilizzo di carte di credito, attraverso svariate attività di “phishing telefonico” e di “hackeraggio” di server di note aziende di finanziamento, al fine di carpire fraudolentemente dati personali e bancari di migliaia di ignare persone.

I proventi della frode ammontano ad oltre un milione di euro e sono stati destinati:

  • ad ingenti acquisti on-line di schede carburanti, autoveicoli di lusso ed una imbarcazione, bitcoin e materiale tecnologico. La merce acquistata in frode veniva poi rivenduta a terzi soggetti o utilizzata per fini personali;
  • al pagamento di utenze, cartelle esattoriali e polizze assicurative;
  • al pagamento di finti soggiorni all’estero presso strutture compiacenti remunerate con una percentuale sull’importo pagato;
  • ad acquisti fittizi da imprese cartiere e da siti internet appositamente creati per far confluire i soldi nella tasche dei truffatori.

La citata A.G., sulla base delle risultanze investigative, ha chiesto e ottenuto dal GIP l’emissione di provvedimenti cautelari per n. 3 soggetti destinatari di o.c.c. in carcere, nonché un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti di complessive 13 persone.

L’attività di p.g. ha portato al sequestro di conti correnti, di un’imbarcazione e di tre autovetture di pregio, per un importo complessivo superiore ad un milione di euro. Tra queste ultime, anche una Ferrari California Cabrio del 2009, del valore di 130.000 euro.

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