Emergenza cinghiali, Coldiretti Salerno: “Si a piano di abbattimento straordinario”

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“Senza soluzioni risolutive, i sindaci dell’entroterra cilentano non avranno altra possibilità che consegnare le fasce tricolori al Prefetto in segno di protesta. Interi territori sono a rischio: non c’è più da perdere altro tempo”. Lo ha detto – provocatoriamente – il presidente di Coldiretti Salerno Vito Busillo intervenendo al consiglio straordinario del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano sull’emergenza cinghiali.

“Non si tratta di una questione di risarcimenti ma di sicurezza delle persone e di economia dei territori. Il problema cinghiali è una calamità che va affrontata con decisione. Le aree rurali – sottolinea Busillo – sono invase da cinghiali che mettono a repentaglio l’incolumità delle persone, fanno razzia nei campi con inevitabili ripercussioni anche di natura igienico-sanitaria. E’ necessario che venga predisposta una strategia di azione più risolutiva: il rischio è che numerose imprese agricole non riescano più a far fronte al problema e siano costrette a chiudere. Ciò porterebbe all’abbandono di interi territori mettendo a rischio la stabilità idrogeologica che, da sempre, è collegata alla presenza agricola sul territorio”.

Bene, dunque, l’ipotesi di dichiarazione dell’emergenza nazionale e positiva anche la proposta di deroga alla caccia per un piano di abbattimenti straordinario: “Ribadiamo – conclude Busillo – che la presenza di una specie invasiva e senza antagonisti come il cinghiale è estremamente dannosa per l’equilibrio ecologico e ambientale: le imprese agricole sono i primi difensori della natura, dei territori dove vivono e lavorano. Avanti così, centinaia di aziende agricole saranno costrette a chiudere lasciando il passo ad ungulati che ormai camminano indisturbati addirittura fin dentro i paesi. Non si può più andare avanti così”.

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3 COMMENTI

  1. la piaga cinghiali non sara’ mai risolta fintanto che ci saranno parchi come quello del cilento e del pollino estensioni di terreni con solo vincoli e nessun ritorno economico anzi solo stpendifici per i direttori amici dei politici,la caccia e’ vietatissima altrimenti si andrebbe contro i principi talebani degli ambientalisti e animalari,quindi in queste estensioni i cinghiali proliferano e si spandono da ogni dove,quindi e’ solo tempo perso.

  2. Ma prima com’era? Non c’erano tutti questi cinghiali? Non riesco a capire mi sembra una novità. Qualcuno mi sa rispondere?

  3. X Rino… si dice che sia partito tutto dalla Romania…. Dove il cinghiale I seminatore ha ha dato il via e poi è stata una conseguenza a catena che li ha portato ad espandersi in maniera smisurata anche da noi

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