Ass. ‘Io Salerno’: Egregio sig. Giuseppe, di Salerno Pulita…

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La ‘lettera aperta’ dal sig. Giuseppe, di Salerno Pulita, pubblicata da Cronache nei giorni scorsi, è l’apprezzabile scatto di orgoglio di un dipendente che, facendo ammenda di ogni personale manchevolezza, difende la professionalità del suo lavoro di fronte alle critiche sollevate da più parti per la scadente pulizia della Città. Giuseppe dimostra di non essere un semplice esecutore, ma una persona dotata di razionalità e sentimento, di senso del dovere e dignità.

Quella lettera, però, non dice tutto. Anzi, dice davvero poco. Perché Giuseppe segnala, senza chiarire, la presenza di non meglio precisate inadeguatezze nei gradi intermedi e superiori della Società da dove, dichiara, sono espressi inviti alla superficialità e al disinteresse (fonte: Cronache). L’accusa è grave. Però, laddove il malessere fosse conseguente a contrasti interni temporanei, il problema sarebbe da risolvere esclusivamente tra le parti coinvolte.

Non sarebbe accettabile, invece, se fosse in qualche modo conseguente a criticità legate alle più generali modalità di gestione della Società che, come si sa, appartiene a tutti noi. Così, da cittadini interessati alla migliore igiene urbana, ci è sembrato giusto andare alla ricerca della possibile verità utilizzando l’unico strumento utile allo scopo, valido per ogni azienda: il Bilancio di esercizio.

Ci è d’obbligo precisare che il nostro commento è la sintesi di personali convinzioni maturate con la lettura dei documenti disponibili in rete. Avanziamo ogni riserva e siamo pronti ad ogni rettifica.

Salerno Pulita, ‘controllata’ dal Comune al 98,83%, è una delle ‘pedine’ create anni fa dall’Amministrazione per assicurare, attraverso una visione unitaria centralizzata, la prestazione dei servizi essenziali alla Comunità. In virtù della originaria convenzione del 2004 e di successive modifiche e/o integrazioni, essa cura la pulizia dei luoghi nel rispetto dei limiti e dei compensi stabiliti negli accordi.

In forza del potere di direzione e coordinamento spettante alla proprietà, e della esclusività del rapporto di servizio, la sua gestione economico/finanziaria risulta totalmente subordinata alle scelte dell’Ente (s.e.).

Agli Organi interni restano, a quel che sembra, gli adempimenti amministrativi e le scelte tecniche per la migliore esecuzione del servizio nell’ambito di una ‘situazione data’.

Se proprio vogliamo trovare un paragone, possiamo pensare alla figura dell’allenatore di calcio al quale la proprietà assegna un suo parco giocatori chiedendo di vincere il campionato.

Ciò premesso, per le finalità della nostra riflessione, ci vediamo costretti a riportare alcune voci del Bilancio 2018 che, comunque, sono molto elementari. Ce ne scusiamo con chi non avesse confidenza con i numeri.

Il Conto Economico evidenzia un ‘valore della produzione’ di complessivi € 29.496.825, generato dai compensi richiesti al Comune per l’attività resa nell’ambito degli incarichi conferiti.

Le voci di Costo trovano la componente principale nelle Spese per il Personale di € 17.218.217, tra stipendi e contributi, corrispondenti al 60% dei ricavi.

Il risultato finale viene dichiarato positivo per € 508.014. In qualsiasi azienda, l’utile rappresenta la differenza residua tra Ricavi e Costi. Qui, però, è diverso. Ne parleremo dopo.

Nell’Attivo dello Stato Patrimoniale, a parte gli immobilizzi, l’unica voce significativa ai nostri fini è quella dei Crediti v/Controllante per € 26.530.689.

Nella opposta Sezione del Passivo, a parte il Patrimonio, le voci significative sono: Debiti v/Banche per € 9.328.418, Debiti v/Fornitori per € 4.402.701, Debiti v/Dipendenti per € 1.470.836, Debiti Tributari per € 4.612.831, Debiti v/INPS per € 1.250.159.

A questo punto, possiamo formulare le nostre osservazioni.

In primo luogo, essendo il Credito v/Controllante pari all’incirca al fatturato dell’esercizio, si può sostenere che i compensi sono pagati con grande ritardo. E, ovviamente, la Società non può agire per il recupero.

Così, i mancati incassi impongono il ricorso al sostegno bancario. Purtroppo, l’utilizzo deve essere veramente continuo e consistente, visto che produce interessi passivi per ben € 667.169. Ovviamente, si tratta di una esposizione ‘intermediata’ da Salerno Pulita ma comunque riferibile alla proprietà. In tal senso, ‘dovrebbe’ essere ricompresa nella Situazione Patrimoniale del Comune che, alla data del 12/2018, denuncia un totale Debiti Finanziari di ben € 367.888.858,13. Sarebbe opportuno che qualche responsabile fornisse una specifica.

I mancati incassi condizionano, poi, anche il puntuale pagamento degli stipendi e i versamenti obbligatori per legge. Così al 12/2018, sono sospesi: 1) i dipendenti, per straordinari, ferie, quattordicesima etc; 2) le tasse, comprese le ritenute, storicamente versate in ritardo (nel 2018, sono state pagate sanzioni su imposte per € 169.267,84); 3) i contributi previdenziali dei dipendenti. Questo, sarebbe un reato penale. E, comunque, grave.

E ritorniamo agli utili. Una premessa: tra i Residui Attivi del Comune, alla data del 31/12/18, risultano compresi quelli degli esercizi 2017, di € 664.075, e 2016, di € 825.743. Perché non sono stati incassati? Beh, noi pensiamo che, nelle condizioni date, l’esborso potrebbe essere sostenuto solo accrescendo l’indebitamento bancario. In sostanza, sarebbe come dire: mangia che del tuo mangi.

La verità è che non di utili si tratta, ma solo di margini sui compensi fatturati al Comune a prezzi di incarico che, evidentemente, sono più alti rispetto al costo del servizio. Rappresentano, quindi, un maggiore esborso trasformato in una eccedenza che non appare neppure recuperabile, A cosa servono gli utili? Nel triennio 2016/18, parliamo di complessivi € 1.997.832. Soldi veri di tutti i cittadini intrappolati in una posta contabile. Non ci appare accettabile. Perché la Società è pubblica e dovrebbe preoccuparsi del ‘pareggio’ del Bilancio, non di ‘guadagnare’ sui cittadini. Ai quali, peraltro, appartiene.

In verità, ci appare pure inappropriato il peso degli oneri finanziari, frutto di modalità di pagamento prescelte dalla stessa proprietà. Il totale, sempre nel periodo 2016/18, è di € 1.506.067. Pagati da tutti noi.

Non abbiamo spazio per approfondire, come sarebbe opportuno, visto che l’intero settore dei rifiuti costa alla cittadinanza € 41.731.000 per anno. Riteniamo, comunque, di aver chiarito il senso del nostro pensiero.

Generalmente, la gestione di una Società viene valutata con riferimento alla efficienza della struttura e alla efficacia dell’attività svolta, nonché al giusto equilibrio tra i due indicatori.

Visti i cospicui utili prodotti, Salerno Pulita mostra di essere efficiente. Vista la pulizia della Città, non sembra sia efficace l’azione della sua organizzazione operativa. E la divergenza potrebbe essere l’effetto di una maggiore attenzione al risultato economico a danno delle modalità di svolgimento del servizio. Chissà, forse è proprio questa la possibile motivazione della disaffezione interna denunciata dal sig. Giuseppe.

L’efficacia, però, non dipende solo dal corretto ed appropriato utilizzo della forza lavoro. Dipende anche da componenti esterne, tra le quali, in particolare, è prioritaria la collaborazione degli stessi cittadini, da coinvolgere fortemente nella difesa del raggiunto livello di civiltà.

E, quindi, il rispetto dovuto alla dignità e all’orgoglio dei lavoratori, da una parte, deve essere accompagnato, dall’altro, dal recupero della fiducia e della educazione della Comunità.

Ad essa, per questo, va chiesto di pagare il giusto prezzo, non di sostenere alchimie economiche e finanziarie per produrre utili ‘inutili’ applicando le tariffe tra le più alte d’Italia.

Ha ragione il sig. Giuseppe: la colpa di una Città sporca non è solo di chi esegue.

Questa Città ha bisogno di amore.

e.mail: associazione.iosalerno@gmail.com

pagina fb: Associazione io Salerno

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5 COMMENTI

  1. Per quanto mi riguarda l’articolo non toglie e non mette nulla rispetto al mio modo di valutare il problema Salerno Pulita e Comune di Salerno.
    Fermo restando l’incivilta’ diffusa di noi cittadini c’è da dire che tutta l’organizzazione della società è da terzo mondo. Non si è riusciti a definire bene le regole ed i livelli di pulizia da raggiungere, non si fanno i doverosi controlli di efficienza ed efficacia delle attività giornaliere degli operatori, non si mettono in piedi processi per far diminuire l’assenteismo dilagante, non si provvede a licenziare gli addetti fannulloni.
    Di contro il Comune di Salerno, proprietario della società, amministra facendo come tutti gli amministratori di condominio che spostano impropriamente cifre di competenza di un condominio ad un altro facendo il gioco delle tre carte.
    È risaputo che il Comune di Salerno è in un mare di debiti da diversi anni e gli interessi ovviamente li paghiamo noi con le tasse comunali più alte d’Italia.
    La colpa di tutto ciò è comunque nostra perché abbiamo una mentalità da perdenti, da parassiti e da schiavi. Votiamo chi può favorirci in qualche modo e non mandiamo via a calci nel sedere chi ci prende in giro da decenni portando alla rovina la nostra bellissima città.
    Basta con favoritismi a figli ed appartenenti alla casta.

  2. Concordo perfettamente con colui che si qualifica “Salernitano Verace” e vorrei solo evidenziare che nel passato e spero non avvenga anche nel futuro i lavoratori di Salerno Pulita, già appartenenti a cooperative, sono stati stabilizzati nella società partecipata dal Comune di Salerno in “cambio” di un sostegno politico dell’attuale amministrazione (v.De Luca). E’ diventata quindi un bacino di voti . Ergo il colore politico salernitano non cambierà per il momento anche se i cittadini liberi lo auspicano.

  3. Signori di Salerno pulita la mattina anziché fare raduni davanti a… Pulite la città che fa veramente schifo xche a me quando arriva la bolletta di 450,00 di spazzatura la pago e per pagarla vado a spezzarmi la schiena…. Lavorate lavorate e lavorate
    Multe a incivili e controllo a chi si ruba lo stipendio

  4. daccordissimo con salernitano verace,solo un appuntino…..la salerno pulita e’ stata creata da de luca come serbatoio di voti immettendo intere famiglie all’interno,quindi se ne conviene che come tutti gli apparati statali-provinciali-comunali si e’ ingrossata nel personale di una grandissima parte di nullafacenti o di assenteisti e si sa’ per fare funzionare le societa’ devono essere privatizzate con contratti a tempo,nel privato se non rendi per 2-3 persone ti caccia,quindi nessuna garanzia di contratti a lungo termine ma in base a come lavori.

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