Indennità aggiuntiva da restituire, medico salernitano del 118 si dimette

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Dal 1 marzo 2020 un medico del 118 di Salerno rassegnerà le proprie dimissioni in vista della necessità di dover restituire l’indennità oraria aggiuntiva percepita negli ultimi 10-15 anni. A renderlo una lettera pubblicata sulla pagina Facebook “Nessuno tocchi Ippocrate” che quotidianamente riceve messaggi di colleghi che hanno intenzione di lasciare il servizio 118 per diverse motivazioni: dalle continue aggressioni e umiliazioni da parte di una utenza scellerata; dalla riduzione dello stipendio anche di 800 euro; dai turni serrati con l’esiguità di risorse umane; all’aumento del numero di interventi.

La lettera-sfogo delle dimissioni del medico salernitano che spiega il motivo della decisione presa, è stata riportata oscurando i dati sensibili del medico per questioni di “privacy”.

“Da diverse settimane è stata diffusa la notizia che indennità oraria aggiuntiva di 5,16 euro – si legge nel testo – sarebbe stata indebitamente riconosciuta e percepita per anni dal personale medico convenzionato del 118, impegnato presso i Saut delle Asl della Campania, procedendo in tale senso sulla scorta delle sollecitazioni dell’autorità giudiziaria”.

“La sospensione di questa quota determinerà la riduzione di circa 866 euro mensili, quasi un terzo della retribuzione mensile – prosegue il testo – per un personale già bistrattato da turni massacranti, da buste paga al minimo e poche gratificazioni con continui rischi di aggressioni e di procedimenti per responsabilità professionale”. A tutto questo si aggiunge l’ipotesi della restituzione di quanto ritenuto indebitamento percepito, nel corso degli ultimi 10 o 15 anni, a seconda dell’inizio del servizio.

Ma è, secondo il medico dimissionario, una “anomalia” dovuta a “una grave disattenzione degli organi Fimmg e della Regione Campania” commessa “15 anni fa nel passaggio dal vecchio al nuovo contratto di remunerazione oraria aggiuntiva”. “Allo stato attuale si penalizza un settore vitale nella rete delle cure primarie – prosegue il medico – e si assiste al paradosso di un nuovo contratto piu’ penalizzante di quello precedente”.

“Pur comprendendo la necessita’ della Regione di recuperare risorse – sottolinea – ritengo che non si puo’ pensare di penalizzare una delle categorie, quella dei medici in servizio all’emergenza territoriale, che con professionalita’, competenza e spirito di sacrificio, svolgono un ruolo fondamentale di primo soccorso”.

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