Giornate Salernitane della Psichiatria il sei e sette marzo: il programma

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Esiste una crescente letteratura che raccomanda un trattamento farmacologico precoce in soggetti affetti da schizofrenia al primo episodio psicotico. La pratica clinica richiede, però l’adozione di un modello di intervento integrato di tipo ambulatoriale – ospedaliero che favorisca la presa in carico, riduca i drop out e intervenga precocemente sulle ricadute, sulle collateralità e le patologie organiche correlate.

La mission dei servizi territoriale di salute mentale deve muoversi verso strategie di azioni mirate all’ individuazione precoce dei fattori di rischio e sull’ottimizzazione delle risorse disponibili.

Il monitoraggio dell’efficacia e della tollerabilità accanto all’integrazione della farmacoterapia con trattamenti psicosociali, percorsi di psicoterapia, programmi riabilitativi, interventi familiari e di comunità appaiono fondamentali nella gestione attuale dei soggetti affetti da schizofrenia già al primo episodio.

La necessità di intervenire nelle fasi precoci delle psicosi con percorsi di cura uniformati e partecipati impone di orientare i servizi e le politiche sanitarie verso l’identificazione di strumenti terapeutici dell’equipe multidisciplinare al fine di migliorare la cultura organizzativa dei servizi e rendere possibile una maggiore soddisfazione anche degli utenti, care giver e operatori.

Il Piano Nazionale di Azioni per la Salute Mentale, fermo restando l’assetto dipartimentale dei servizi di salute mentale, propone una riorganizzazione dei medesimi, funzionale all’adozione di una metodologia fondata sulla necessità di lavorare per progetti di intervento, specifici e differenziati, sulla base della valutazione dei bisogno delle persone e della implementazione di percorsi di cura. Nell’ambito di questa cultura dell’assistenza in salute mentale, emerge sempre più la necessità di una condivisione, tra tutte le parti in causa, delle buone pratiche e della messa a punto di strumenti di gestione clinica che possano

consentire di definire standard assistenziali e garantire qualità ai processi ed agli esiti. I percorsi di cura, definiti anche come percorsi diagnostici terapeutici assistenziali, semplici o complessi che siano, costituiti da singoli processi assistenziali, possono fornire ai pazienti interventi di provata efficacia fin dall’esordio, che mantengano l’utente al centro dell’attenzione, utilizzino l’integrazione multi-professionale nell’esercizio di pratiche basate sull’EBM ed il miglioramento continuo della qualità. Da queste premesse nasce l’esigenza di creare un’occasione di riflessione sulle tematiche descritte per intraprendere azioni mirate.

Sede del Congresso

Lloyd’s Baia Hotel
Via Benedetto Croce – Salerno

Salone dei Marmi, Comune di Salerno
Via Roma, 75 – Salerno
responsabile scientifico
Antonio Zarrillo
Comitato scientifico
Giulio Corrivetti, Germano Fiore, Monica Petrosino
Rosita Iervolino, Antonio Zarrillo

Il corso rientra nel programma di Educazione Continua in Medicina
del Ministero della Salute 2020

Il Corso, riferimento n° 1126 -283053 edizione 1, eroga 10 crediti formativi
Obiettivo formativo: documentazione clinica. percorsi clinico-assistenziali
diagnostici e riabilitativi, profili di assistenza – profili di cura

Il Corso è accreditato per Medici Chirurghi
(Specialisti in Psichiatria, Neurologia, Geriatria); Infermieri; Farmacisti; Psicologi
Requisito per la concessione dei crediti è la frequenza al 90% delle ore di formazione.

 

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