Amalfi pronta a rievocare la storia: countdown per il Capodanno Bizantino

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Amalfi è pronta a rievocare la sua storia. Con uno straordinario salto in quel glorioso passato durante il quale, da regina dei mari ricca e intrepida, seppe tessere rapporti commerciali con l’Oriente, aprire fondachi e commercializzare spezie e broccati. Solcando quel mare che per gli amalfitani ha sempre unito e mai diviso. Comincia il conto alla rovescia per il Capodanno Bizantino evento ormai consolidato che trae spunto dall’eminenza politica delle civitates per offrire un carnet di appuntamenti che faranno da cornice alla proclamazione del nuovo Magister di Civiltà Amalfitana.

E proprio il Mare sarà il tema che contaminerà questa edizione della manifestazione come sempre realizzata tra Amalfi e Atrani. Come spiega l’assessore a cultura, beni culturali, eventi e tradizioni Enza Cobalto: “ La ventesima edizione del Capodanno Bizantino si farà, è al mare che ci ispiriamo, come città che di mare è sempre vissuta e che del mare ha fatto la storia. Non possiamo però chiudere gli occhi e far finta che non sia successo niente. Ancoriamo l’evento a questo particolare momento storico e ne proponiamo una versione riformulata ”.

L’appuntamento con l’apertura del Capodanno Bizantino è per il 31 agosto e il 1° settembre, quando Amalfi e Atrani rievocano l’inizio dell’anno fiscale e giuridico nell’epoca dell’Impero d’Oriente. Il programma si basa sui capisaldi storici dell’evento come l’intervista al Magister di Civiltà Amalfitana, la cerimonia di investitura secondo l’antico e suggestivo rito di incoronazione dei Duchi di Amalfi, alla presenza dell’Arcivescovo, sulla scalinata della Cappella San Salvatore de’ Birecto di Atrani, e la presentazione del Magister alla popolazione con il suo saluto sulle scale del Duomo di Sant’Andrea Apostolo ad Amalfi. Non ci sarà l’imponente Corteo Storico che da Amalfi si dirige verso Atrani, come richiesto dalle misure in vigore che prevedono solo eventi in forma statica, i figuranti saranno già disposti nei luoghi dell’investitura e della presentazione. Nei prossimi giorni il programma saranno svelati il programma integrale, inclusi gli eventi musicali, ed il nome del Magister.

Il Capodanno Bizantino è organizzato dal Comune di Amalfi in collaborazione con il Comune di Atrani e il Centro di Cultura e Storia Amalfitana. L’evento si divide tra tradizione, approfondimento culturale e intrattenimento lungo un tema predefinito scelto proprio intorno al nome del Magister, mentre il titolo viene assegnato a una personalità, amalfitana d’origine o di adozione, che si è distinta per particolari meriti in uno dei settori di spicco dell’antica civiltà medievale e che sarà svelato solo a ridosso dell’evento assieme ai nomi degli artisti che con i loro concerti accompagneranno la rievocazione.

LA STORIA

Nato da un’idea del medievalista amalfitano Giuseppe Gargano intorno al 1980, il Capodanno Bizantino si incentra sulla rievocazione dell’inizio dell’anno fiscale e giuridico nei territori dell’impero d’Oriente, che corrispondeva al 1° settembre, giorno nel quale entravano in carica i comites, cioè i capi della repubblica marinara di Amalfi nella sua fase aristocratica.

Una prassi in voga dall’anno 839, nascita della repubblica autonoma, alla prima parte del X secolo, per poi essere ripresa con l’istituto dell’elezione annuale dei rappresentanti delle Università della Costa d’Amalfi nel 1266, in epoca angioina, e proseguire fino ai Borbone. Fin dalla sua fase progettuale, la manifestazione ha coinvolto i comuni di Amalfi e di Atrani, le uniche civitates della Repubblica Amalfitana almeno sino alla metà dell’XI secolo; teatro principale della rievocazione, la chiesa del S. Salvatore de Birecto di Atrani, cappella palatina e sede dell’incoronazione dei duchi di Amalfi, quindi luogo di pubbliche assemblee dei sindaci delle Università.

La prima edizione del Capodanno Bizantino, realizzata per una felice intuizione dell’assessore al turismo dell’epoca Antonio Bottiglieri, si è svolta nel 1999 ed è proseguita fino ad oggi con un’unica pausa, avvenuta nel 2010, che ha segnato un cambio di passo e una svolta nella sua storia. Se nei primi anni, infatti, il focus della manifestazione era incentrato sui temi del diritto e della giurisprudenza, con il clou nell’assegnazione del titolo di “Duca di Amalfi – Maestro del Diritto” a nomi di spicco del mondo della giurisprudenza, tra cui Giovanni Conso e Sabino Cassese, dal 2011 si è deciso di allargare il campo alle personalità che hanno dato lustro alla storia amalfitana con l’investitura del “Magister di Civiltà Amalfitana”.

IL MAGISTER

Il titolo di Magister di Civiltà Amalfitana viene assegnato ogni anno a una personalità, amalfitana d’origine o di adozione, che si è distinta per particolari meriti in un settore della civiltà amalfitana medievale, dall’imprenditoria alla politica, dalla scienza alla marineria, che trovano un punto di fusione nell’invenzione della bussola, dall’arte alla religione, dal diritto alla solidarietà e diplomazia. Campi in cui la grandezza di Amalfi ha fatto scuola.

Ciascuno di questi campi è dedicato a un personaggio famoso della storia di Amalfi: il premio per l’Imprenditoria è intitolato a Mauro de Comite Maurone, ricco e nobile mercante amalfitano indicato come il fondatore di uno dei primi ospedali a Gerusalemme nella seconda metà dell’anno Mille.

Al cardinale e teologo Pietro Capuano è dedicato quello per la Religione, quindi si ricordano il Duca Mansone I per la Politica, Lorenzo d’Amalfi, distintosi per l’originalità degli studi classici e dell’uso delle fonti, per la Scienza, Giovanni Augustariccio per il Diritto, il traduttore Giovanni d’Amalfi per l’Arte, il fondatore dell’ordine dei Cavalieri Ospitalieri – poi Cavalieri di Malta – fra’ Gerardo Sasso per la Solidarietà e la Diplomazia, e Flavio Gioia per la Marineria. La Commissione che assegna il titolo è composta dai Sindaci di Amalfi e di Atrani, dagli Assessori alla Cultura di Amalfi e di Atrani, dal Presidente del Centro di Cultura e Storia Amalfitana, dal medievalista Giuseppe Gargano e dallo storico dell’arte Giovanni Camelia, che furono con Bottiglieri gli ideatori del Capodanno Bizantino.

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