Primario oncologico arrestato: è indagato anche per la morte del professore Crisci

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Il primario oncologico di una nota casa di cura di Salerno, finito ieri ai domiciliari con la pesantissima accusa di omicidi plurimi colposi, è indagato – come titola, in prima pagina, il quotidiano “La Città” – anche per la morte  dello psichiatra e medico legale Antonello Crisci, anche lui operato dallo stesso medico. Il docente è deceduto nel 2018 dopo atroci sofferenze a seguito di un intervento di colecistectomia per via laparoscopica.

9 Commenti

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  • in questa città il livello delle cure oncologiche è paragonabile a quello del terzo mondo!
    Incompetenza, arretratezza e incapacità la fanno da padrone!
    Piccolo problema che stipendiamo gente che non è in grado di curarci, mentre le menti migliori scappano al nord o all’estero…
    E tutto ciò ovviamente attribuibile a chi ” piazzano” ai vertici dei vari contesti sanitari sempre secondo le care e vecchie dinamiche di clientelismo…
    Quando si inizierà a ripulire un pò questo schifo!

  • In galera senza pietà, altro che i domiciliari, sicuramente in una casa di lusso contornato dall’affetto dei familiari, invece deve stare in una fredda e buia cella. Speriamo che gli arresti vengano convertiti in carcere

  • I casi sono ovviamente distinti. Nel primo si tratterebbe (condizionale) di condotta colposa con aggravante dolosa (operava malati terminali inoperabili per grave compromissione di organi e metastasi diffuse con exitus certo) e nel secondo caso l’intervento è stato sbagliato a causa di perforazione dell’intestino (condotta solo colposa).
    E meno male che le salme non sono state cremate….

  • Quando De Luca parla di sanità campana fa letteralmente vomitare , pensa che siamo tutti idioti . Qui l unica cura che fanno è farti morire . Imparasse un po’ il super uomo a parlare

  • … tutti i primari che sono stati insediati… sono passati per il “filtro politico” ed a seconda di “chi sei e chi ti manda”… hanno preso possesso e fanno da cortina fumogena per non far vedere l’amara verità di una sanità che è un disastro totale e non solo dalla parte medica, ma anche da quella a mi istrativa dirigenziale.

  • Luigi, fa’ attenzione. Si parla di una clinica privata non di una struttura pubblica.

  • In questo caso il medico lavorava in una struttura privata,quindi la sanità pubblica c’entra pochissimo.
    Se ha colpe,chi le ha, pagherà!
    Se poi questi interventi venivano pagati(In parte)dalla sanità pubblica,allora sarà anche il caso di verificare l’operato di chi controllava ed erogava(Quis custodiet ipsos custodes?).
    Per la gestione di un certo tipo di pazienti affetti da sars-cov-19 la sanità pubblica paga i privati.
    Come lavorano questi privati?
    Ci sono controlli?
    Lo stato rimborsa(In vari modi) i privati per l’acquisto di DPI.
    Gli operatori del settore hanno sempre tutti i dispositivo validi per la gestione di questo tipo di pazienti?
    C’è controllo sulla spesa e sui rimborsi?

    ………

  • Io ho avuto a che fare con il medico indagato. Ho avuto tre persone della famiglia operate da lui. Sicuramente in 2 dei 3 interventi qualche altro medico avrebbe lasciato stare, per quanto difficile la situazione. Una di queste persone è venuta a mancare è vero, ma dopo quasi 5 anni. Ma senza l’operazione effettuata dal dottore (che interruppe l’operazione per chiarirci che la situazione era molto grave e che senza la nostra autorizzazione non avrebbe continuato) probabilmente questa nonna non avrebbe conosciuto sua nipote.
    Posso dire di aver conosciuto prima di tutto una persona di cuore ed un professionista di alto livello.
    Mi dispiace leggere quello che è successo sicuramente, ma provo difficoltà a credere nella incapacità e nella malafede.

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