Fulvietto ha creduto sempre in questa Salernitana, anche in ospedale: è serie A

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L’ultima gioia di Fulvio De Maio: 2-0 della Salernitana contro l’Empoli: “Era davvero felice”, ha ricordato l’avvocato Michele Tedesco, figlio dell’indimenticato presidente granata Peppino – come riporta il quotidiano “Le Cronache” – nella cui squadra l’ex portiere ha giocato conquistano anche il trofeo Berretti.

“Venerdì, nonostante dolori e medicinali ha gridato: è serie A”. E in questa Salernitana – come ha ricordato in un post sui social il giornalista e opinionista Enrico Scapaticci – Fulvio De Maio ha sempre creduto e nei confronti del quale il “destino è stato tragicamente crudele”.

Un’infinità sono stati i messaggi che gli hanno scritto, sui social, semplici tifosi, amici, ex compagni, per testimoniare il suo viscerale attaccamento alla maglia granata, prima come giocatore, poi come componente dello staff granata e per tanti anni come apprezzato commentatore televisivo.

“Devo a lui questo attaccamento alla Salernitana, era per molti un’istituzione, con i suoi ricordi e i suoi aneddoti ci ha fatto vivere Salerno e la Salernitanità”. Un ricordo dolce, sincero che riesce a trasmettere tutto l’affetto che nutre per Fulvio De Maio, quello dell’avvocato Michele Tedesco, figlio di Giuseppe, per tutti don Peppino, il presidente per autonomasia.

Fulvietto, così lo chiamavano gli amici, e Peppino hanno fatto la storia di Salerno e di quella Salernitana che tanti ancora oggi ricordano con amore. A poche ore dalla gara più importante che potrebbe portare i granata in serie A, la Salernitana piange la scomparsa dell’ex allenatore e proprio dinanzi l’obitorio, ieri pomeriggio, si sono sprecati i ricordi.

“Io ero bambino quando mio padre giocava con Fulvio De Maio ma chi mi ha fatto vivere quella Salernitana è stato proprio Fulvio che ho conosciuto da ragazzino e poi l’ho vissuto allo studio, ho avuto l’onore di poterlo difendere quando lui diceva le verità e qualcuno decideva di denunciarlo: si affidava a me per la sua capacità di dire tutto e il contrario di tutto” – ha raccontato l’avvocato Michele Tedesco.

“Io l’ho vissuto da ragazzino, mio padre era un silenzioso: non ho mai vissuto quegli anni tramite i suoi ricordi ma tramite Fulvio quando mi raccontava perchè lui aveva quella capacità che solo i grandi hanno, di farci vivere quegli episodi epici”.

Per Tedesco, infatti, non ci sono dubbi: tutta Salerno ha mille racconti su Fulvio da poter raccontare. Ieri, all’obitorio c’era tutta la famiglia di Fulvietto, la moglie, la figlia, il fratello, gli amici di sempre e ognuno di loro ha raccontato, in meno di un’ora, almeno 10 episodi che lo caratterizzano.

“Questa è la capacità di Fulvio che, tra le altre cose, ha sempre rivendicato più di tutti una cosa: il trofeo Berretti, era il suo titolo; la Salernitana proprio con noi ha vinto ed era l’unico ad avere contatti con i compagni di squadra del Torino e altre squadre” – ha raccontato ancora Tedesco.

“Ogni qualvolta bisognava organizzare una grande festa, una rimpatriata, era lui ad avere contatti con tutti, per il suo lavoro ma soprattutto per il suo carattere: aveva la capacità di chiamare tutti a raccolta tanto che, proprio in queste ore, sono arrivate tante telefonate. Lui aveva questi rapporti a distanza di 50 anni e tutti gli volevano bene”.

A regalargli l’ultima gioia è stata proprio la Salernitana quando, venerdì contro l’Empoli, ha segnato il 2 a 0: “Prima del ricovero, sul 2 a 0 della Salernitana ha gridato ‘è serie A'” e si stava organizzando per vedere la partita domani (oggi per chi legge ndr). E’ paradossale, l’ultima gioia gliel’ha regalata la Salernitana: dolorante, nonostante i tanti farmaci, ha alzato le braccia e ha ribadito “è serie A“.

“Lui era molto legato alla Madonna e a San Francesco e io la voglio vedere come un segno il fatto che sia andato via nel giorno della festa della Mamma; questo legame con la Madonna e San Francesco, io voglio vederlo come un segnale positivo – ha detto ancora Tedesco – Sperava in questo farmaco sperimentale che gli davano a Bologna: ha potuto gioire sul 2 a 0 e mi va bene così”.

“Gli sono eternamente grato, sono legato a lui e lo ringrazio per il bene che mi ha voluto. Io avevo iniziato con i giornalisti sportivi, c’era anche Tommaso e hanno sempre litigato tra di loro ma io cercavo di metterli insieme, facendo queste cene che non avevano alcun fine se non quello di divertirci e stare insieme ma questo ha creato dei legami forti”.

“In queste cene, lui era capace di raccontare per ore e ore; io vivevo da solo e ho un video di Fulvio: mi avevano regalato un pesce finto, tipo imbalsamato che iniziava a parlare e Fulvio si faceva 10 minuti di chiacchiera con questo pesce, in inglese o in francese, imitando tutto e tutti. Io vorrò sempre a Fulvio, per l’affetto che ha avuto sempre nei confronti della mia famiglia; lui, più di mio padre, mi ha regalato questo attaccamento alla Salernitana perchè mio padre, nel suo essere schivo, non parlava mai di sé mentre Fulvio me lo ricordava sempre”.

Mimmo Saviello era molto legato a lui e quando è venuto qui mi ha raccontato che mio padre era un riservato mentre Fulvio mi ha regalato questo senso di appartenenza alla Salernitana perchè ci raccontava, con le sue battaglie, le sue lotte, le sue fissazioni contro il mondo. Ti faceva sentire Salernitano e attraverso lui, alla vigilia di una partita così importante, ci ricorda Salerno e la salernitanità; per molti era un’istituzione. E io non voglio vederlo come una beffa ma come un monito per la Salernitanità bella che vale”.

L’ avvocato salernitano ha ricordato Fulvietto anche sui suoi canali social: “Ti voglio ricordare così, in prima fila per ricordare il Tuo Presidente, felice di poterci far rivivere le storie di calcio che solo Tu riuscivi a rendere epiche. Ti voglio ricordare entusiasta nell’organizzare la rimpatriata con i Tuoi compagni di squadra, nel Tuo modo inimitabile di sfottere tutti su tutto. Ti voglio ricordare ancora indomito nella nostra ultima telefonata di qualche giorno fa. Ti voglio bene amico mio”, ha infatti scritto.

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3 COMMENTI

  1. Quanto mi dispiace Fulvietto che tu oggi non ci sia, quanta schiettezza ed allegria nei commenti,quanto cuore granata RIP e insieme ad Ago guidaci da lassù

  2. Una grande perdita. Ci mancherà la sua presenza in quelle trasmissioni dai toni, a volte sanguigni, ma mai scomposti o volgari. La vedrai da lassù insieme ai tanti che hanno amato la Salernitana. Ci sarà anche mio padre. R.I.P.

  3. Tristezza infinita… Fulvio è stato un vero tifoso di Salerno e della Salernitana. Persona schietta e sincera. Mancherai.
    R.I.P.

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