Archi dei Diavoli, il Comune di Salerno cerca mecenati per salvare il monumento

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Archi dei Diavoli “sbarca” su Art Bonus. L’appello – come titola il quotidiano “Le Cronache” – ai mecenati: “La nostra sfida”. Un passo importante grazie alla sinergia tra Comune di Salerno, Università e Soprintendenza per il monumento. La riqualificazione di uno dei simboli della città passerà ora per investitori privati che possono decidere di donare, proprio attraverso la piattaforma che consente un credito di imposta, pari al 65% dell’importo donato, a chi effettua erogazioni liberali a sostegno del patrimonio culturale pubblico italiano. Un intervento complessivo pari a 630.000,00 euro, insostenibile per il Comune di Salerno.

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4 COMMENTI

  1. Da riflettere seriamente che il Comune di Salerno non abbia in cassa nè possa accendere mutui per una somma inferiore al milione di euro per la necessaria ed indispensabile manutenzione di uno dei monumenti simbolo della città. Alla faccia della corretta e sana amministrazione comunale, senza che un giudice contabile o non s’interessi al disastro economico prodotto ai danni dei cittadini salernitani e delle loro future generazioni………………Ogni popolo ha il governo che si merita e chi non ha rispetto del suo passato non è degno di aver futuro!

  2. E tutti i milioni di euro che vengono sperperati per tenere in piedi le fallimentari partecipate? Ovviamente quelle sono voti, l’arco dei diavoli è niente!!!! Tra l’altro, per realizzare il trincerone Ovest, fu anche parzialmente demolito con la complicità della sovrintendenza. Ora cercate mecenati!!! Vergogna di amministrazione!!!

  3. Ma cosa volete recuperare, 60 anni di urbanizzazione selvaggia hanno distrutto per sempre uno dei grandi simboli storici di Salerno, per ridare lustro e dignita, Agli Archi dei Diavoli bisognerebbe radere al suolo tutte le mostruose costruzioni sorte negli anni che di fatto lo hanno inghiottito, rendendolo un rudere insignificante purtroppo, nelle comunità civili le generazioni di autoctoni che si succedono, danno in primis lustro alla propria identita’ storica difendendo e non mortificando i simboli del proprio passato.

  4. Peccato che queste sagge considerazioni siano rimaste lettera morta e nessuno le abbia sostenute quando, in epoche di edificazioni selvagge, furono recati oltraggi inauditi ad uno dei pochi esemplari di acquedotti medioevali ancora esistenti.
    Non si sa ora cosa vogliono fare. Abbattere edifici non è pensabile, ma creare un percorso preferenziale che consenta di ammirare il monumento in tutto il suo sviluppo è il minimo che si debba fare.
    Oltre naturalmente ad un suo accurato restauro

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