Per il gusto della solita pizza (di Tony Ardito)

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La pizza è considerata a tutti gli effetti un “comfort food” legato a momenti di convivialità e indulgenza del gusto. La preferita è la tonda, realizzata con materie prime di qualità: a guidare la scelta è la ricerca di prodotti di filiera e ingredienti made in Italy, oltre alla leggerezza degli impasti, fattori in funzione dei quali i consumatori sono disposti a pagare di più.

È, in sintesi, quanto rivela una indagine Doxa commissionata da Eataly (prestigiosa catena specializzata nella vendita e nella distribuzione di generi alimentari nostrani), volta ad esplorare il tema del consumo di pizza degli italiani in base a diversi parametri: la frequenza, le tipologie preferite, i comportamenti di scelta, l’importanza di elementi come ingredienti, filiera e leggerezza.

L’86% mangia la pizza almeno una volta a settimana, arrivando fino a 2 volte (40%); abitudine diffusa soprattutto fra il pubblico più giovane di età compresa tra i 18 e i 24 anni che si spinge a consumarla anche tre volte la settimana (16%). Una tendenza che mostra un cambio di passo e mentalità: dall’analisi emerge che la pizza non è più percepita come un alimento da consumare con moderazione perché fa ingrassare o perché pesante (lo pensano solo rispettivamente il 5% e il 3% degli intervistati), ma piuttosto come un “cibo del cuore” da condividere in compagnia durante una serata tra amici e in famiglia. Tutti dati che lumeggiano l’amore che nutriamo verso questo autentico baluardo della tradizione del Belpaese e partenopea in particolare.

La ricerca svela, inoltre, una interessante curiosità: se un tempo nell’immaginario collettivo la pizza era normalmente legata ad un consumo abitudinario, oggi più di un terzo degli italiani dichiara di essere propenso a sperimentare gusti diversi e proposte nuove quando è fuori a cena (soprattutto nella fascia di età che oscilla tra i 18 e i 44 anni).

La pizza è una, ma le sue declinazioni e forme sono tante: alta, sottile, al trancio, alla pala, gourmet. Il 76% la preferisce classica: tonda nella versione italiana, servita con condimenti che vanno dal classico al creativo (45%) o napoletana con il cornicione alto (31%), probabilmente anche le più note e diffuse sul territorio nostrano. Per la romana, sottile e croccante, si parla dell’11%, mentre per quella al taglio, in teglia o in padella, del 7%. La versione gourmet, tagliata a spicchi e con ingredienti ricercati, è preferita solo dal 5%.

di Tony Ardito

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