Covid, report Iss: in lieve aumento l’incidenza. Preoccupano i contagi tra i sanitari

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La pandemia da coronavirus rimane sotto controllo in Italia, nonostante nell’ultima settimana siano in salita sia l’indice Rt che l’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti. È il quadro che emerge dal monitoraggio settimanale sulla pandemia elaborato dall’Iss– Istituto Superiore di Sanità. Il Friuli-Venezia Giulia entra tra le regioni a rischio moderato, aumentano i nuovi contagi tra gli operatori sanitari, ma diminuisce l’occupazione dei posti letto in ospedale: ecco la situazione

INCIDENZA NUOVI CASI– Passa da 29 a 34 nuovi casi ogni 100mila abitanti l’incidenza settimanale dei nuovi casi di Covid-19 registrati a livello nazionale. Le regioni con l’incidenza più alta sono la provincia autonoma di Bolzano (85,6), il Friuli-Venezia Giulia (51,7) e il Veneto (48,3). La soglia sopra la quale il tracciamento del contagio diventa critica, secondo l’Iss, è fissata a 50 casi ogni 100mila abitanti

INDICE RT – In lieve aumento anche l’indice Rt, che misura la trasmissibilità del numero medio di infezioni da parte di un soggetto infetto. Questa settimana è salito da 0,85 a 0,86

OSPEDALI – Diminuisce ancora, invece, il tasso di occupazione dei posti letto negli ospedali. Le terapie intensive sono in discesa al 3,9%, rispetto al 4,1% della scorsa settimana, con una diminuzione di persone ricoverate, che passano da 370 a 355

L’occupazione nei reparti ordinari passa dal 4,6% al 4,2%: 2.423 ricoverati contro i 2.665 della settimana precedente

REGIONI– Passano a quattro le regioni classificate a rischio moderato Covid, rispetto alle tre della scorsa settimana, con il Friuli-Venezia Giulia che raggiunge Piemonte, Abruzzo e Campania

I restanti territori restano classificati a rischio basso, nonostante si registri un aumento dell’incidenza in 17 zone, tra regioni e province autonome. Controcorrente la situazione in Basilicata, Sardegna, Calabria e Sicilia, dove i parametri sono in discesa

Questa l’incidenza dei casi di Covid-19 nelle Regioni, nella settimana dal 15 al 21 ottobre: Abruzzo (21,8); Basilicata (18,4); Calabria (36,7); Campania (36,2); Emilia Romagna (35,7); Friuli Venezia Giulia (51,7); Lazio (38,4); Liguria (29,2); Lombardia (23,9); Marche (32,9); Molise (11,5); PA Bolzano (85,6); PA Trento (38,0); Piemonte (33,1); Puglia (20,0); Sardegna (7,9); Sicilia (38,3); Toscana (40,1); Umbria (39,2); Valle d’Aosta (33,9); Veneto(48,3)

CASI SINTOMATICI – Si registra un aumento nella percentuale di nuovi casi sintomatici48% contro il 47% dei sette giorni precedenti

VARIANTE DELTA – Continua a essere la variante Delta il ceppo di coronavirus dominante in Italia, riscontrata in quasi la totalità dei casi sequenziati

DELTA PLUS – Il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro (in foto), commentando i dati dell’ultimo report, ha detto che “al 19 ottobre sono stati fatti 86 sequenziamenti, distribuiti un po’ in tutte le Regioni, della sotto-variante Delta plus”

CONTAGI TRA GLI OPERATORI SANITARI – Salgono i casi di Covid-19 tra gli operatori sanitari, che questa settimana sono stati 371, contro i 306 di quella precedente (3,6% del totale dei contagi)

Nel report dell’Iss, si legge che “a inizio luglio si rileva un lieve aumento in corrispondenza dell’aumento del numero dei casi nella restante popolazione. A partire dalla seconda metà di agosto, il numero di casi diagnosticati nella popolazione è in forte diminuzione, mentre è in aumento il numero di casi settimanali notificati fra gli operatori sanitari

EFFICACIA DEI VACCINI – Rimane “alta” l’efficacia dei vaccini anti-Covid, sia rispetto alla variante Alfa che a quella Delta, nonostante si rilevi un leggero calo nella sua capacità di neutralizzare il virus con la Delta

In generale, sebbene si osservi una diminuzione dell’efficacia contro la variante Delta – riporta il monitoraggio – “l’efficacia preventiva nei confronti di ricoveri (92% nella fase Delta contro 95% nella fase Alfa), terapie intensive (95% fase Delta vs 97% fase Alfa) e decessi (91% fase Delta vs 97% fase Alfa) rimane alta”

“SIAMO ANCORA IN PANDEMIA” – “Siamo ancora in pandemia, anche se fortunatamente la circolazione del virus è più limitata che in altri Paesi e in Italia siamo in una fase molto positiva. Ma questo è stato possibile perché abbiamo adottato comportamenti di prudenza. L’obiettivo è tornare alla piena socialità ma in questo momento la cosa migliore è sforzarsi di mantenere la curva più bassa possibile, aumentare le vaccinazioni e mantenere le attività aperte come la scuola”, sottolinea Brusaferro

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