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“Il 16 dicembre si inizia a vaccinare contro il Covid-19 i bambini. Credo sia un bel regalo di Natale”. Lo ha dichiarato Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità e coordinatore del Comitato tecnico scientifico, in un intervento a “Che tempo che fa” su Rai3.
Ci saranno “dei percorsi dedicati all’interno degli hub vaccinali soprattutto per i più piccoli che vanno rassicurati” e per la prenotazione ci sarà un sistema “simile a quella degli adulti, sarà fondamentale il coinvolgimento di pediatri e famiglie”, ha precisato.

Sempre in riferimento alla campagna vaccinale dedicata ai più piccoli, il coordinatore del Cts ha poi sottolineato che i vaccini in età pediatrica “hanno dei riscontri positivi per quel che riguarda il loro profilo di sicurezza, sia degli studi registrativi, sia anche da quella che si chiama Real-World Evidence, cioè quanto emerge per esempio negli Stati Uniti dove è da tempo che la campagna di vaccinazione pediatrica è iniziata”. “Non ci sono segnali di allerta, sono stati sufficientemente testati.

Vaccinare i bambini è prioritario per tutelare la loro salute, perché seppur raramente i bambini possono sviluppare forme gravi di patologia, la fascia tra i 6 e gli 11 è quella in cui in assoluto in questo momento vi è maggior crescita dei contagi.

Questo è un concetto che da pediatra voglio sottolineare”, ha aggiunto, per poi ribadire che i più piccoli vanno vaccinati anche per tutelare la didattica e la loro presenza a scuola. Sulle eventuali conseguenze negative di un vaccino anti-Covid su un bambino ha poi spiegato che “sostanzialmente gli effetti collaterali sono riassumibili con un po’ di dolore al braccio per poche ore e un po’ di febbre”, e che i casi di miocardite nell’età più piccola, 5-11 anni, “sono più rari rispetto a quelli già rari negli adolescenti, che si risolvevano comunque spontaneamente”.

Rispondendo a una domanda sulla terza dose per la fascia 12-17 anni, Locatelli ha poi sottolineato che al momento l’Aifa ha dato il via libera alla dose “booster” dai 18 anni in su. “Per il momento abbiamo peraltro tutta quella fascia di età che non è neanche sostanzialmente ai 5 mesi dal ciclo completo di vaccinazione. Vediamo quanto dura la protezione in quella fascia di età e poi ne ragioneremo”, ha aggiunto.
Quanto ad un’eventuale quarta dose di vaccino anti-Covid, il coordinatore del Cts ha spiegato che è una possibilità “non escludibile, ma non all’ordine del giorno”.

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