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2022, anno dei rincari (di Tony Ardito)

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Il Codacons ha stimato che la famiglia italiana tipo, a causa del tasso di inflazione medio all’1,9% registrato nel 2021, abbia dovuto sborsare 584 euro in più per l’aumento dei prezzi al dettaglio, con punte di 758 euro annui per un nucleo con due figli.

La nota associazione – che tutela i diritti dei consumatori e dell’ambiente – ritiene siano numeri destinati ad aggravarsi per via dei rialzi delle bollette di luce e gas, i quali determineranno un’ondata di rincari in tutti i settori.

A gennaio, secondo l’Ufficio Studi di Confcommercio, l’inflazione toccherà il 4% e nella previsione dei manager del settore food&beverage, interpellati dall’Ufficio Studi Coop, nel 2022 i prezzi dei generi alimentari dovrebbero registrare un aumento del 3,5%. I rincari a livello internazionale delle materie prime, energetiche e di altra natura, iniziati diversi mesi fa, si stanno propagando a tutto il resto.

Dunque, a preoccupare le famiglie non c’è sono solo i poderosi aumenti delle utenze: l’inflazione minaccia sempre di più il carrello della spesa. A fine dicembre i prezzi al consumo, in base alle stime preliminari dell’Istat, hanno segnato un rincaro di quasi il 4% su base annua, collocandosi ai massimi dal 2008.

In particolare, accelerano i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona (che, in un solo mese, hanno raddoppiato, da +1,2% di novembre a +2,4% dell’ultimo dicembre).

In forte rialzo anche i prezzi dei prodotti “ad alta frequenza d’acquisto”, passati da +3,7% a +4%. Una crescita che non sembra destinata a fermarsi. Nel 2022, l’inflazione acquisita (ovvero la crescita media che si avrebbe nell’anno se i prezzi rimanessero fermi da gennaio a dicembre), stando agli ultimi calcoli dell’Istat, è all’1,3% per i prodotti del carrello della spesa, mentre quella per i prodotti ad alta frequenza d’acquisto è già all’1,8%.

Per far fronte agli aumenti, il 77% degli italiani è pronto ad una drastica riduzione dei consumi. Tra promozioni, ricerca di punti vendita e canali più convenienti e abbattimento degli sprechi, molti di noi affronteranno il carovita tagliando sulla qualità e sulla quantità dei prodotti, soprattutto al Sud e tra le famiglie meno abbienti.

di Tony Ardito

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