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Il Monza di Berlusconi nella storia: promosso per la prima volta in Serie A

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Dopo Lecce e Cremonese, a centrare la prima promozione in A è il Monza: nella finale di ritorno dei playoff di Serie B, i brianzoli battono 4-3 ai supplementari il Pisa. All’Arena Garibaldi, i nerazzurri ribaltano il 2-1 dell’andata con i gol di Torregrossa (1′), Hermannsson (9′) e Mastinu (90′), mentre per Stroppa segnano Machin (20′) e Gytkjaer (78′): proprio il danese (101′) e Marrone (96′) stendono i toscani e scrivono la storia. Per la prima volta in 110 anni di storia, il Monza giocherà in massima serie: questo l’ultimo verdetto del campionato cadetto 2021/2022, che vede i biancorossi battere nella finale playoff i toscani, capaci solo parzialmente di rimontare il 2-1 dell’U-Power Stadium.

E così anche la famosa battuta di Renato Pozzetto: “Io sono del Monza, non riusciremo mai a venire in Serie A” possiamo catalogarla nel reparto previsioni sbagliate. La citazione è nel film “Agenzia Riccardo Finzi praticamente detective” del 1979, anno fondamentale della storia biancorossa, quello dello spareggio di Bologna per la promozione nella massima serie perso contro il Pescara al culmine di un periodo, metà anni ’70 inizi ’80, in cui il Monza davvero ci aveva creduto.

La stagione ’78-’79 sembrava davvero quella giusta. A due giornate dalla fine, nel gioco di incastri di fine stagione, sarebbe bastato pareggiare con il Lecce in casa per garantirsi la promozione diretta. Invece i salentini vincono grazie al gol di Loddi, Silva sbaglia il rigore del pari e alla fine il pubblico monzese invade lo storico campo del Sada per dare sfogo a una rabbia difficilmente riscontrabile da quelle parti. Prima di oggi è il culmine dell’epopea biancorossa, con la squadra guidata da Alfredo Magni che arriva quarta anche l’anno dopo, sfiorando la promozione per un pelo, così come nel ’77/’78, mentre l’anno prima aveva chiuso la stagione quinta. Sono gli anni di Ardemagni, Sanseverino, Buriani, Tosetto e poi di Monelli e Massaro. Anni di passioni genuine, di calcio di ottimo livello e delusioni cocenti.

Il Monza nasce il primo settembre del 1912. Dopo un ventennio passato nelle varie Divisioni regionali e nazionali, i biancorossi, nel 1935, debuttano nella nuova Serie C. Nel 1951 approdano in B e passano agli onori della cronaca per l’innovazione tattica, il modulo a M, reso poi famoso dagli ungheresi, grazie all’intuizione di un grande allenatore: Annibale Frossi. Inizia un periodo di saliscendi tra la seconda e la terza serie del calcio nazionale. Negli anni ’60 il Monza è guidato da due allenatori che poi vinceranno scudetti: Nils Liedholm e Gigi Radice. Dopo gli anni d’oro delle sfiorate promozioni in A, il club brianzolo precipita in C nel 1981 per poi risalire l’anno successivo.

Nel 1986, nonostante la presenza di Beccalossi e Ambu, ritorna in terza serie. Risale nel 1988, battendo 3-0 la Spal (gol di Stroppa, Mancuso e Casiraghi) nell’ultima partita giocata al Sada sotto un autentico nubifragio. Ad agosto si debutta nel nuovo stadio, il Brianteo, superando la Roma di Liedholm in Coppa Italia con una doppietta di Pierluigi Casiraghi, che a fine stagione verrà comprato dalla Juventus. Sono gli anni della presidenza Giambelli, di un monzese doc, Pierluigi Frosio, in panchina e di una bandiera come Saini in mezzo al campo.

Sono anche le stagioni di nuovi saliscendi tra la B e la C, con il punto più alto nella promozione del 1997 allo spareggio di Ferrara contro il Carpi, con l’esodo dei tifosi biancorossi e il ritorno di Gigi Radice in panchina. Poi arrivano i fallimenti del 2004 e del 2015, con il Monza che riparte dalla D. La svolta arriva nel 2018 quando Berlusconi decide di acquistare la società e affidarne la gestione a Galliani. La coppia che ha portato il Milan sul tetto del mondo è riuscita in un’impresa altrettanto grande: lanciare finalmente il Monza nel calcio che conta.

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