Agli italiani piace bere di qualità e con responsabilità (di Tony Ardito)

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Da una ricerca effettuata da Partesa – società specializzata nei servizi di vendita, distribuzione, consulenza e formazione – emerge che tra vino, birra e spirits (bevande ad alta gradazione alcolica), a dominare il fuoricasa di questa calda estate saranno ricerca di diversificazione, identità, qualità, pur sempre all’insegna del bere responsabile. Bel tempo e giornate più lunghe alimentano la voglia di socialità e, mentre le occasioni di incontro e di consumo si moltiplicano, i consumatori nostrani si rivelano curiosi, appassionati e sempre più informati.

A prescindere dal livello di preparazione, età e gusti personali, è generalizzata la scelta di vini di qualità, con preferenze per i vini in purezza, che meglio sanno esprimere tutte le sfumature del vitigno e del territorio in cui sono nati. Non a caso, tra le new entry del portfolio vini Partesa, spiccano vini quali Pian di Stio, un fiano fresco sapido della cantina campana San Salvatore 1988, anziché il Pinot Nero di Plonerhof (Alto Adige) con le sue note di frutta rossa e i tannini vellutati.

Dalle birre chiare e a bassa gradazione per la pausa pranzo in bar e pizzerie, a etichette più strutturate per la serata nei pub: la scelta della birra è estremamente diversificata in base all’occasione e al luogo di consumo. Si conferma il trend delle bottiglie, nato e affermatosi con asporto e delivery nei mesi di lockdown, che molti brand hanno cavalcato con proposte innovative.

Continua poi il trend delle birre in lattina, formato comodo e pratico da trasportare, fatto in alluminio, materiale facilmente riciclabile, che sta conquistando sempre più spazio nell’offerta dei birrifici.

Va altresì sottolineata la crescita del segmento delle birre alcol free, all’insegna del bere responsabile, tema su cui i fruitori stanno dimostrando notevole sensibilità, anche grazie alle numerose campagne di informazione.

Pure il mondo degli spirits continua a vivere un momento di interessante evoluzione, dove miscelazione, localismo e attenzione all’artigianalità sono i principali trend che guidano la crescita di etichette premium, e nel quale aumenta il numero dei canali in cui vengono proposti: accanto ai classici bar e locali, difatti, le referenze della categoria si trovano sempre più spesso nelle carte di ristoranti e pizzerie, proposti per l’aperitivo e il fine pasto. Ed è proprio il momento aperitivo a registrare un particolare exploit.

D’altro canto, come sta accadendo per birra e vino, anche nel mondo degli spirits la ricerca di qualità è diffusa e generalizzata: un segno, questo, che indica che il pubblico di consumatori italiani è sempre più preparato e curioso, oltre che attento a scelte di consumo responsabile.

di Tony Ardito

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