Salernitana, le meteore di questa prima fase di campionato: da Sambia a Botheim, da Kastanos a Valencia

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Fragile, molle, svagata, lenta di gambe e di pensiero, la Salernitana perde nettamente lo scontro diretto in casa del Monza e conferma le difficoltà palesate già a Firenze e, per certi versi, contro la Cremonese. Dopo la partita vinta a Roma, con coraggio, vigore e capacità di mettere in pratica concetti di gioco estremamente efficaci, la Salernitana si è smarrita.
Nella sfida dello U-Power Stadium, la terza nel giro di 8 giorni, la squadra di Nicola, che rispolvera Dia, Radovanovic, Bradaric e Daniliuc e lancia tra i titolari Botheim, perde i duelli individuali, arriva sempre tardi sulle seconde palle, non riesce mai a mettere in azione le punte. Gli errori grossolani di Daniliuc, sia in occasione del primo gol messo a segno da Carlos Augusto che nel secondo, quando l’austriaco sbaglia addirittura la scelta di tempo per colpire di testa e si fa scavalcare dal pallone, consentendo a Dani Mota di involarsi a rete senza che Pirola riesca a rallentarne la corsa, sono lo specchio di una prestazione complessiva.
La Salernitana si è fatta mettere sotto da un avversario parso in salute già contro il Napoli e che ha confermato sul campo i progressi evidenziati in termini di convinzione dei propri mezzi, capacità di produrre azioni offensive e tenuta fisica. L’ammonizione per proteste rimediata da Candreva, impegnato a bordo campo nel riscaldamento già a fine primo tempo, è invece il segnale di un pizzico di nervosismo di troppo che tutti, calciatori e staff, devono cercare di tramutare in rabbia agonistica, senza sprecare preziose energie mentali.
Nella ripresa, l’arretramento in difesa di Radovanovic al posto di un arruffone Bronn e gli inserimenti di Bohinen, Valencia e Piatek regalano un po’ di brio al team dell’ippocampo che, comunque, continua a faticare a proporre gioco. Il fallo da rigore del neoentrato Candreva, ingenuo nonostante il suo grande bagaglio di esperienza, chiude definitivamente i conti in favore dei brianzoli ed apre nuovamente il processo nei confronti dell’allenatore, com’era accaduto dopo Sassuolo e in altre circostanze. Rimangono i dubbi anche su chi si è visto poco e chi invece non si è visto proprio. Si tratta di Sambia ma anche di Kastanos cosi come di Valencia e Botheim. Per non dimenticare l’incognita Vilhena.

3 Commenti

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  • Su Kastanos non sono per niente d’accordo, secondo me è un buon calciatore ed è stato impiegato poco e male.Su gli altri 3 sono d’accordo. E di Vilhena ne vogliamo parlare? Cosa ha fatto meglio di Kastanos (Sampdoria a parte) ?

  • Se fai giocare gli atleti fuori le loro abitudinarie posizioni, il risultato è il non gioco. Certo Vilhena ha deluso, speriamo che migliori se verrà riconfermato.

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