L’attualità internazionale in questo scorcio d’anno. Intervista a Cosimo Risi

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Intervista a cura di Ettore Zecchino all’Ambasciatore Cosimo Risi (prima parte)

Ambasciatore Cosimo Risi, Biogem dedica “Le due Culture 2023” al mondo verde. Ed allora, come è iniziato il 2023 in politica internazionale?
La guerra in Ucraina si avvia a compiere il  primo anno di vita e non sembra destinata a un epilogo immediato.
In Israele, Benjamin Netanyahu è rieletto a capo di un Governo di destra, con partiti della galassia dell’estremismo religioso.
Cresce la repressione in Iran,  con i processi sommari e le esecuzioni senza possibilità di appello. Il tentativo di colpo di stato in Brasile, sventato dalle forze leali al Presidente Lula. La guerra in Africa fra Congo e Ruanda.

Complessivamente,  il panorama non è dei migliori.

E cosa si prospetta di importante nei prossimi mesi?

Si spera nel decollo di un negoziato serio per la guerra in Ucraina. Kiev chiede di tornare ai confini antecedenti febbraio 2022. Mosca ammonisce di tenere conto dei nuovi assetti determinati dal conflitto. La diplomazia è impegnata a trovare una soluzione di compromesso, mentre la politica si biforca nel presenzialismo sempre più spinto di Volodymyr Zelenskyj  e l’escalation verbale di Vladimir Putin.
Quale ruolo potrà  avere il nostro Paese?

Il Governo, accreditato di una tendenza filo-russa, si mostra invece in linea con il precedente, continua a sostenere la resistenza ucraina nel quadro di una politica comune dell’Occidente.
Il nostro ruolo in ambito internazionale si caratterizza prevalentemente nel quadro europeo. Dobbiamo puntare a rendere il modello di Next Generation EU un caso non isolato. Senza dimenticare l’immigrazione incontrollata verso le nostre coste. E lo sguardo al Mediterraneo, sempre più affollato e non sempre da amici.

Il mondo verde è in pericolo. Le azioni in sua difesa, già in agenda nei programmi delle principali organizzazioni internazionali, sono concretamente possibili nei prossimi mesi?

Sono possibili e doverose. La situazione generale è peggiorata  proprio a causa della guerra in Ucraina, con il parziale ritorno al carbone.

La pandemia non è sganciata dalla tutela dell’ambiente. Quali contromisure significative sta approntando l’Organizzazione Mondiale della Sanità?

L’OMS  evidenzia che la pandemia ha una coda lunga, soprattutto nei luoghi da dove è partita (Cina). Un secondo allarme riguarda la previsione di nuove pandemie nel futuro più o meno prossimo. Si pensi a quella generata dalla  resistenza agli antibiotici.

Per l’Europa sarà più gravido di conseguenze il lungo periodo pandemico o quello bellico, che si avvia ad essere altrettanto duraturo?

La pandemia ci ha segnati nei comportamenti. L’Unione europea si caratterizza come il luogo delle libertà individuali. Le ripetute chiusure hanno determinato uno choc psicologico.
La guerra in Ucraina è responsabile di uno choc politico e militare: per la prima volta dalla seconda Guerra Mondiale, l’Europa è al centro di un conflitto che vede protagonista una superpotenza. Ne è nato uno scossone all’ordine internazionale, che ha spinto l’Occidente nel suo insieme a reagire. La minaccia all’Ucraina è percepita come indirettamente rivolta a noi stessi.

(prima parte)

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