Sciopero per difendere il settore della riabilitazione nella Asl Salerno: si riuniscono i delegati di CISL e UIL

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Domani, mercoledì 13 settembre, si terrà una riunione di tutti i delegati CISL e UIL del settore della riabilitazione della provincia di Salerno.

All’ordine del giorno la preparazione di uno sciopero per chiedere alla ASL Salerno di interrompere quello che viene definito un “attacco alla riabilitazione, lo smantellamento di un settore fondamentale del servizio sanitario”. La tesi è che proprio in un territorio come quello di Salerno, dove la riabilitazione rappresenta un’eccellenza, la ASL sia “contro la riabilitazione e la stia demolendo, mentre la riabilitazione è sempre più fondamentale sia in termini di prevenzione che di mantenimento delle abilità dei malati”.

Tra i punti principali che sono alla base della volontà di scioperare ce ne sono tre su cui i sindacati pongono l’accento con più forza. Il primo è la trasformazione di centri di riabilitazione qualificati in RSA. Una trasformazione che secondo CISL e UIL rappresenta uno scandalo a danno sia dei malati che dei lavoratori. “Su questo c’è un accanimento incomprensibile e inaccettabile – sostengono – che va contro la volontà dei pazienti, delle loro famiglie e dei loro medici, contro la volontà della Regione che sta predisponendo una legge proprio per evitare che questi malati vadano dove non possono essere curati, contro i lavoratori perché ci sarebbero licenziamenti e dequalificazione, perfino contro il parere espresso dal Direttore Generale della ASL”.

Il secondo punto è il caos sul personale. “Dopo vent’anni – è la spiegazione – all’improvviso e d’imperio vengono cambiate le regole, senza alcun confronto con  le parti sociali, senza alcuna doverosa informazione, trattando tutti come sudditi di un regime autoritario. Fino a poche settimane fa il personale era indicato e approvato dalla ASL con criteri che hanno determinato le capacità operative di ogni centro, ora invece contraddicendo anche le normative, si cambia tutto e si vorrebbero fare le verifiche annuali con tutt’altri criteri; la conseguenza è che si dovrebbero licenziare figure indispensabili anche appena assunte su indicazione della Asl, e assumere personale che non serve. Un caos immotivato e disastroso sia per i lavoratori che per i pazienti, un passo decisivo per la distruzione del settore”.

Il terzo punto, collegato, è quello particolarmente grave degli educatori. La ASL ci dice che gli educatori per poter lavorare dovrebbero essere iscritti all’albo degli educatori sanitari. “E’ un’assurdità – contestano i sindacati – per mille ragioni. Basandosi su una interpretazione sbagliata di una norma si mette in moto un meccanismo perverso che condannerebbe gli educatori alla disoccupazione permanente, farebbe disperdere un patrimonio enorme di conoscenza ed esperienza professionale, bloccherebbe tutto il sistema perché di educatori con quei titoli non ce ne sono e l’università ne laurea pochi l’anno, per di più quasi tutti al nord. Insomma, una catastrofe”.

Tutto questo, secondo i sindacati, rappresenta solo una parte di un disegno di distruzione della riabilitazione e ricordano che, solo per la riabilitazione residenziale, la ASL ha già abbattuto i livelli di spesa di 2,2 milioni. “Fra poco – dicono – assisteremo alla interruzione delle terapie perché, come denunciano anche le associazioni del settore, si esauriranno i tetti di spesa, e così verrà anche colpita la continuità terapeutica che è fondamentale per i pazienti, ma per l’ufficio riabilitazione della Asl non esiste”. “Distruggere la riabilitazione –  aggiungono – significa distruggere posti di lavoro, servizi per i cittadini più fragili, danneggiare il servizio sanitario. Non ha senso. Il tutto in una ASL che per la riabilitazione riceve dalla Regione 5 milioni in meno di quelli che dovrebbe avere. Ma invece di battersi per ottenerli la ASL distrugge quello che già c’è. Non possiamo accettarlo. Ci batteremo perché le cose cambino, perché la riabilitazione non venga smantellata ma valorizzata, e speriamo che il nuovo Direttore Generale sia dalla nostra parte”.

Sarà la riunione di mercoledì a decidere le date e le modalità dello sciopero, che a questo punto sembra inevitabile.

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