Iervolino al Corriere: “Basta nomi, sarà rivoluzione con uomini meno di calcio e giovani”

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Il presidente della Salernitana, Danilo Iervolino, è tornato a parlare. L’ha fatto, questa volta, sulle pagine del “Corriere del Mezzogiorno“, edizione napoletana del “Corriere della Sera“. Ecco le domande e le risposte più significative dell’intervista rilasciata alla collega giornalista Monica Scozzafava.

Sta pensando di lasciare?
«Ancora no, però non si può mai dire. Se fosse per il bene dell’azienda farei un passo indietro. Sono già arrivate telefonate ai miei manager, per ora non se ne parla. La Salernitana sta vivendo una stagione pessima ma questo è il momento di restare in sella».

Ha messo in conto di retrocedere, evidentemente.
«Certo, anche se l’aritmetica ci tiene ancora in gioco. Mi sto guardando attorno, voglio riflettere bene. E le assicuro che ci sarà una rivoluzione. La categoria è differente e farò scelte in funzione di un progetto sano».

Sousa, Inzaghi, Liverani e adesso Colantuono, senza considerare l’esonero di Nicola la passata stagione. Non era evidentemente tutta colpa loro.

«A Nicola ho fatto un grande torto, inutile girarci attorno, è il mio cruccio. Sousa è il migliore tecnico che abbia mai incontrato, intelligentissimo. Ma quest’anno ambiva a qualcosa di più importante, ci siamo anche dati un momento per riflettere, lui parlò con il Napoli, poi è tornato ma non era abbastanza motivato. Inzaghi è un rimpianto, grande persona. Il calcio ha bisogno di figure come lui: potevo riprenderlo ma avrei fatto un altro errore. Liverani lo ha voluto Sabatini, ma non si sono innescati i meccanismi. Colantuono ama Salerno, è con noi da tempo».

Sabatini che scelta è stata?
«Uomo di esperienza riconosciuta ma il suo stato di salute non gli ha consentito di essere presente, e quindi non ha portato quello che mi auguravo, quando è arrivato eravamo a 3 punti dalla zona salvezza».

L’anno prossimo si cambia, dunque.
«Sceglierò uomini di mondo e meno di calcio che sono troppo autoreferenziali. Invece io voglio i giovani, voglio sperimentare. Se mi piace un allenatore di serie D che ritengo bravo lo porto. Basta con i nomi, non sono questi che danno credibilità al progetto. Non sono entrato nel calcio per avere visibilità, non ne avevo bisogno».

 

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