Marina d’Arechi: Gallozzi incontra a Zurigo l’architetto Calatrava

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Nei giorni scorsi il presidente di Marina d’Arechi SpA Agostino Gallozzi, insieme con il suo team, ha incontrato a Zurigo l’architetto Santiago Calatrava. Al centro dell’approfondimento gli interventi retrostanti il nuovo porto turistico Marina d’Arechi, ormai interamente completato nelle sue opere a mare ed infrastrutturali.

“È stato un incontro – ha dichiarato Agostino Gallozzi – come sempre molto cordiale e costruttivo, che rimarca l’attenzione per la fase 2 di Marina d’Arechi. Con Calatrava abbiamo condiviso la visione ed il profilo dell’intervento già immaginato, riprendendo, anche alla luce di alcuni nodi non ancora sciolti (la riqualificazione delle aree limitrofe, gli interventi sul litorale da parte del Comune di Salerno, il boulevard di Salerno Est), i temi sviluppati dall’architetto nella fase progettuale.

Si tratta di opere che accentueranno l’attrattività del Marina in termini di offerta dei servizi e delle strutture destinate all’ospitalità, all‘intrattenimento ed al tempo libero, con uno standing di altissimo livello internazionale, di cui beneficerà l’intera città di Salerno”.

“È importante ricordare – ha continuato Gallozzi – che il Marina d’Arechi è l’unica grande opera infrastrutturale realizzata nell’ultimo decennio, non solo tra i porti turistici campani e dell’intero Paese preannunciati agli inizi del Duemila, con il ricorso alla formula del project financing, senza alcun contributo di risorse economiche a fondo perduto.

Nonostante il gravissimo ciclo recessivo tra il 2008 e il 2015 – in particolare della nautica da diporto a seguito della crisi finanziaria combinata con i discutibili provvedimenti governativi di un recente passato – il Marina d’Arechi è stato completamente terminato nella parte infrastrutturale a mare con un investimento di oltre 80 milioni di euro. Il management, gli azionisti Gallozzi Group ed Invitalia, non hanno mai smesso di crederci, con uno sforzo ed un impegno probabilmente inimmaginabili. Oggi ci appressiamo alla seconda fase dell’opera, accompagnati dal genio architettonico di Santiago Calatrava, che ugualmente ha guardato con passione alla nostra iniziativa fin dai primi giorni del suo concepimento”.

“Tengo a dire – ha concluso Gallozzi – che è assolutamente indispensabile, pena la irrealizzabilità del progetto, che l’ulteriore fase del Marina d’Arechi vada di pari passo con una riqualificazione di eccellenza, urbana e costiera, dell’intera area di Salerno Est, all’esterno del nuovo porto turistico, così da assicurare maggiore attrattività al capoluogo, alla provincia ed alla Campania.”

7 Commenti

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  • Con il pretesto di realizzare delle opere architettoniche di pregio costui ebbe la possibilità di edificare un approdo privato sul demanio marittimo cosa che ha fatto, ottenendone i relativi benefici economici. Adesso, per fare quello che si era impegnato a fare all’inizio vuole che intervenga il comune, che non ha nemmeno gli occhi per piangere e spreme i cittadini (quei pochi ancora rimasti) come limoni per pagare i manager e i nullafacenti delle municipalizzate. Solo a Salerno può succedere questo, e solo qua tutto ciò può passare sotto silenzio. Non censurare prego.

  • Quella di Marina d’Arechi-porta Est è una delle più grandi prese in giro mai avvenute ai danni dei salernitani. Cosa dovrebbe riqualificare un comune vicino al dissesto in un’area regalata alla speculazione privata e disseminata di cattedrali nel deserto e cantieri fermi da quasi un decennio? Come mai il governatore non ha destinato un centesimo alla riqualificazione di quell’area e alla realizzazione degli interventi previsti dal piano Bohigas, stravolto da centinaia di varianti?

  • Quindi niente boulevard niente vela, emm pazziat. Intanto il porto però l’ho fatto e la sacchetta me la sono riempita…pazzesco quello che succede in questa città

  • La porta Est doveva essere il fiore all’occhiello della riqualificazione urbana della città di Salerno (al punto che ricordo l’attuale governatore auspicare addirittura vi si trasferisse la fu movida di via Roma), si sta rivelando invece lo specchio più fedele dell’inconsistenza del modello progettuale e amministrativo di De Luca e dei suoi successori. Quasi nessuno sa che nemmeno con i fondi CONI si riuscirà a sbloccare il palazzetto dello sport, che rimarrà quindi esempio imperituro di cosa accade quando si varano progetti faraonici e li si affida al ribasso a imprese inadeguate (a proposito, invito a guardare nel dettaglio le modalità esecutive della stazione marittima). Ora il dott. Gallozzi ci dice che le opere di Calatrava ce le possiamo scordare se il comune – che non riesce a gestire più neanche l’ordinario – non riqualifica un’area che da degradata è diventata un florilegio di iniziative edilizie improbabili (palazzine di via dei Carrari) e fallimentari (le oscene torri ex Smic). Che dire, il futuro ci sorride.

  • Andiamo Gallozzi, il comune non riesce nemmeno ad asfaltare le strade e a pulire i marciapiedi dalle erbacce che sono arrivate fino ai balconi dei palazzi. Comincia a fare la vela, poi si vede.

  • Puoi riqualificare quello che vuoi, poi passi la curva dell’isola verde e ti trovi chilometri di case abusive, accampamenti di nordafricani ovunque e monnezza assortita fino a Paestum. Ma la vogliamo finire o no?

  • Ma non era prevista una vela in questo progetto? Sui plastici del Fronte del Mare c’era! Oh, queste sono promesse portate in campagna elettorale, non è che ci si può svegliare e far finta che non si sia mai detto nulla!!!!!

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