Grassi a La Città: “Voglio rimanere vicino casa per questioni familiari”

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Gigi_Grassi“Non lo so da dove ricomincerò, da oggi ritorno per fine prestito alla Salernitana ma ci sono discorsi da affrontare e in settimana Fabiani e Piccioli, il mio agente, dovranno parlarne a Milano”.  A dirlo Gigi Grassi in un’intervista rilasciata al quotidiano ‘La Città’ oggi in edicola. “Mi è nato un bimbo da poco e mia moglie non può lasciare il lavoro a Pontedera. Star lontano dai propri cari per me non sarebbe facile. Rinunciare alla Salernitana sarebbe un cruccio enorme, perché ogni giorno mi chiedo come sia stato possibile non giocare con continuità il primo anno all’Arechi. E’ stato un paradosso: ingaggiato dalla Salernitana, cartellino della Salernitana però mai pienamente nella Salernitana per vicissitudini e cambi di allenatore. Ora rientro per fine prestito e sarebbe per me una’amarezza doppia, se dovessi ancora rinunciare. Ma la vita è fatta pure di altri aspetti ed io, con tutta sincerità, col cuore di padre li devo valutare”.

Grassi spiega alcuni retroscena: “L’anno scorso mi hanno cercato da febbraio e quando una società insiste con mesi d’anticipo e ti mette al centro di un progetto, vuol dire che sei importante. Ho accettato entusiasta, Perrone mi voleva a tutti i costi, ero un suo pupillo. Andò via e Susini non è che mi abbia trattato benissimo. Arrivò Sanderra e mi ritrovati a giocare a centrocampo, chiesi di cambiare aria. Adesso c’è una persona esperta come Fabiani e c’è Somma, bravo, esperto, ma credo che non sappia neppure chi sia io, lui ha allenato in categorie più importanti”. Nel modulo del tecnico pontino uno come Grassi di certo non sfigurerebbe: Il 4-2-3-1 l’ho fatto solo da giovane, nel prosieguo sempre 3-5-2 o 4-3-1-2. Sono abituato a giocare dietro la prima punta, mi esprimo al meglio se parto centrale e posso andare al gol. Non so quale sia il calciatore ideale per Somma da trequartista alle spalle del vertice, cioè se deve essere più una seconda punta o più una mezzala”

Fonte La Citta di Salerno

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7 COMMENTI

  1. A posto di Grassi ferei altrettanto. A Salerno i bidoni ce li prendiamo tutti, chi vale viene disprezzato e cacciato via. Siamo fatti cosi. Non c è nulla da fare!

  2. certo che non serve essere allenatore o esperto di calcio x sapere che grassi sta facendo benissimo da anni,e qui invece non gli si da spazio,ma si prova a tenere ricci o altri scarsoni! mha!

  3. MI SA CHE ANCORA CONTINUATE A NON CAPIRE QUESTI NON VOGLIONO FARE NIENTE PIU’ CON QUATTRO SCAFESSI FANNO UN CAMPIONATO DECENTE DA CENTRO – BASSA CLASSIFICA, ORAMAI SI SONO ROTTI COME CI SIAMO ROTTI NOI, NON SI FA’ COSI’ IL PRESIDENTE DELLA SALERNITANA, NON SO’ DOVE FINIREMO MA NON LONTANO RASSEGNAMOCI

  4. Ancora a dare spazio ai calciatori…
    L’unica voce dovrebbe essere quella della Società… Tanti anni fa, quando il calcio era più “naturale” comandavano i presidenti (alla ROZZI) e gli allenatori (alla Bersellini)… ora invece parlano i procuratori ed i calciatori… Io non vado in quella squadra perchè quell’allenatore gioca con il modulo 4231, non vado in quell’altra squadra perchè l’allenatore voleva farmi giocare a centrocampo..
    Siamo arrivati veramente all’anno zero del calcio e la dimostrazione è stata data dal completo e pieno fallimento della Nazionale ai Mondiali del Brasile…
    Bisognerebbe darsi una regolata e iniziare a pensare che il calcio è sì uno sport ma, per chi lo pratica, è un lavoro che necessita di varie componenti… rispetto per il datore di lavoro (Società) e per l’utenza (tifosi). I calciatori ritornino a fare solo i calciatori e le Società impongano le scelte, facendo pagare anche multe salate ai propri tesserati, se è il caso…

  5. Ancora a dare spazio ai calciatori…
    L\\\’unica voce dovrebbe essere quella della Società… Tanti anni fa, quando il calcio era più \\\”naturale\\\” comandavano i presidenti (alla ROZZI) e gli allenatori (alla Bersellini)… ora invece parlano i procuratori ed i calciatori… Io non vado in quella squadra perchè quell\\\’allenatore gioca con il modulo 4231, non vado in quell\\\’altra squadra perchè l\\\’allenatore voleva farmi giocare a centrocampo..
    Siamo arrivati veramente all\\\’anno zero del calcio e la dimostrazione è stata data dal completo e pieno fallimento della Nazionale ai Mondiali del Brasile…
    Bisognerebbe darsi una regolata e iniziare a pensare che il calcio è sì uno sport ma, per chi lo pratica, è un lavoro che necessita di varie componenti… rispetto per il datore di lavoro (Società) e per l\\\’utenza (tifosi). I calciatori ritornino a fare solo i calciatori e le Società impongano le scelte, facendo pagare anche multe salate ai propri tesserati, se è il caso…

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