Caldoro riunisce in Regione Tavolo Sanità. Tavella: “Migliorare prestazioni”

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medici_sanità_ospedaleIl presidente della Regione Campania Stefano Caldoro ha riunito a palazzo Santa Lucia il Tavolo Sanità. All’incontro erano presenti i sub commissari ad acta Mario Morlacco ed Ettore Cinque, il capo Dipartimento alla Salute Ferdinando Romano, le organizzazioni sindacali regionali confederali e di categoria, Confindustria Campania, Coordinamento PMI e Cooperazione, Cosmed e Aspat. Al termine dell’incontro, è stata raggiunta una intesa, in base alla quale ci saranno 3 tavoli tecnici sulle specifiche questioni. Il primo si terrà venerdì prossimo, 11 luglio, su turn over e atti aziendali. Mercoledì della prossima settimana, 16 luglio, è in programma il tavolo sui ticket. Subito dopo, ci sarà quello sui centri di riabilitazione.

“La nuova fase di discussione che si è aperta con l’incontro tra Regione e sindacato sul fronte della sanità deve puntare a migliorare le prestazioni del servizio per i cittadini ed ad abbassare i ticket, che sono ancora tra i più alti d’Italia”. E’ quanto sottolinea, in una nota, il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella, secondo il quale “il risultato del riequilibrio delle risorse annunciato dal presidente Caldoro è stato ottenuto grazie al sacrificio dei lavoratori, che hanno subìto il blocco del turn over e a quello dei cittadini campani, costretti a pagare ticket sanitari spesso insostenibili”. “Occorre ora – conclude Tavella – utilizzare i prossimi incontri per esaminare ogni singolo capitolo della vertenza e costruire una sanità in grado garantire a tutti i cittadini i livelli essenziali di assistenza”.

”La sanità in Campania è in una condizione insostenibile. In Campania si muore per assenza di assistenza”. Lo ha detto il segretario generale della Cisl Campania Lina Lucci lanciando la campagna ‘Denuncia con noi’. La Cisl – come spiegato – chiede ”un’assistenza di qualità e invece – ha detto Lucci – continuiamo ad assistere alla chiusura di strutture non solo di pronto soccorso , non parte l’assistenza territoriale e le persone non riescono a farsi curare perchè i ticket sono troppo alti e le liste d’attesa sono troppo lunghe”.

La leader del sindacato, rivendicando ”il senso di responsabilità” dell’organizzazione sindacale nell’essere al fianco delle istituzioni per accompagnare il piano di risanamento dei conti della sanità regionale, ha evidenziato che ”da parte della Giunta regionale e di tutto il sistema sanitario regionale non abbiamo avvertito lo stesso atteggiamento responsabile quando si è trattato di mettere mano alle stazioni appaltanti o alle nomine strategiche”. Secondo Lucci, ”non sono partite azioni di contrasto agli sprechi veri, alle inefficienze all’interno del sistema sanitario e nel sistema politico che utilizza la sanità a fini elettoralistici o per arricchire lobby”. Da qui l’invito alla politica a tutti i livelli sia di centrodestra che di centrosinistra ”a finirla di cavalcare battaglie populiste e demagogiche. Smettetela – ha aggiunto Lucci, rivolgendosi ai politici – con operazioni di facciata. Siamo stanchi – ha proseguito – di sentirci dire che siamo virtuosi sul piano dei conti perché, intanto, la gente muore perché non trova strutture e assistenza”. La Cisl – come riferito dal suo segretario generale – chiede ”da tre anni” la ricognizione puntuale delle strutture, delle piante organiche attuali, degli interventi effettuati presso i singoli dipartimenti, risposte che – denuncia Lucci – non abbiamo mai ricevuto perché dare i numeri significa ammettere che la sanità è nelle mani della politica, è gestita in mo do clientelare, è un bacino elettorale e di spartizione di risorse e consulenze”.

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2 COMMENTI

  1. Ma fatela finita di fare i soliti teatrini. Avete rotto tutti qua si muore e nessuno fa niente. Tanto noi siamo un popolo!! abituato a essere preso in giro dai soliti furfanti. Come siamo furbi noi Italiani! Presi in giro dalla politica (tutta) dalla chiesa (salvo solo qualcuno) che ci insegnano come la disonestà sia il solo valore che ci unisce. Povera Italia, e povero meridione.

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