Ultras e violenza, ok al decreto Alfano. Tifosi: “E’ fallimento della tessera”

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scontri_roma_Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto contro la violenza negli stadi. Il ministro degli Interni Angelino Alfano ha dichiarato che, “i violenti saranno trattati come i mafiosi”. Salernitana-Nocerina dello scorso 10 novembre è stata una di quelle partite, insieme a Fiorentina-Napoli e alla morte del tifoso partenopeo Ciro Esposito, che hanno convinto Alfano a inasprire le norme. “Con queste decisioni si è certificato il fallimento della Tessera del Tifoso”: il nuovo decreto ha unito due tifoserie che si sono sempre combattute.

Nocerini e salernitani sono concordi sulla contestazione di tutti i punti del nuovo decreto. I protagonisti di una delle peggiori pagine del calcio italiano si preoccupano dell’effetto negativo che il testo potrà avere sulla partecipazione alle partite. Uno storico esponente degli ultras della Nocerina, parla in modo quasi rassegnato: “Sono restrizioni incredibili. Sono un ultras da 54 anni ma ora siamo arrivati alla deriva perché la politica è entrata nel calcio. E’ evidente che la Tessera del Tifoso non è servita a niente. Basta pensare che a Nocera avevamo più di 7 mila tesserati (su una popolazione di 45 mila abitanti, ndr) eppure ci hanno impedito di andare in trasferta a Salerno. A cosa è servito? A nulla, e anche questa di Alfano sarà un’altra operazione d’immagine”.

Dopo i fatti di Salerno, la Nocerina è quasi scomparsa. Oggi lotta per ripartire dall’Eccellenza, ma i suoi tifosi ancora scontano l’onta di essere diventati il simbolo della violenza nel calcio. Secondo il tifoso portare il Daspo a 8 anni, vietare le trasferte, introdurre il Daspo di gruppo, non farà altro che aumentare la disaffezione dei tifosi: “Ma ci rendiamo conto in che condizione sono gli stadi italiani? Non sono sicuri, e permettono a pochi violenti di impadronirsi delle curve. Bisogna cominciare da questo, non dalla punizione verso i tifosi. Poi non sorprendiamoci se la gente non va più a vedere le partite: non è colpa nostra, ma di strutture pericolose e di leggi che non puniscono le poche mele marce”.
Se non con pene più severe, come bisogna eliminare i violenti negli stadi? “Chi sbaglia deve pagare, ma non si può equiparare un ultras a un mafioso. Stiamo esagerando”, commenta Giovanni Pagliarulo esponente del tifo salernitano e capo del gruppo “Orgoglio Salernitana”. Tra le nuove norme proposte da Alfano c’è anche l’introduzione della sorveglianza speciale per i recidivi del Daspo, misura applicata finora solo ai mafiosi. Per Pagliarulo è un’associazione inaccettabile: “Siamo tifosi prima di tutto. Bisogna invece applicare leggi certe, come avviene in Inghilterra. Noi siamo a favore del carcere per chi sbaglia, ma vorremmo avere anche strutture più adeguate. Gli stadi italiani sono pessimi. Con il modello inglese non ci sarebbe stato il caso di Fiorentina-Napoli”.

Gli ultras della Salernitana, società di proprietà di Claudio Lotito presidente anche della Lazio, non hanno ricevuto sanzioni dopo quella partita del 10 novembre scorso. Eppure anche loro lamentano l’accanimento verso una categoria diventata sinonimo di violenza nell’immaginario collettivo: “Tavecchio può correre ancora per la presidenza della Figc dopo le frasi razziste e noi invece subiamo il Daspo se intoniamo un ‘buuu’. E’ chiaro che anche questo non è un comportamento corretto, ma è altrettanto chiaro che in Italia le regole non valgono per tutti. Il calcio si riforma a partire da questo. Dopo il fallimento della Tessera del Tifoso dobbiamo assistere all’aumentare delle misure restrittive. Questo porterà allo spopolamento degli stadi”.

Il decreto in punti

1. Al ministro dell’Interno andrà il potere di divieto di trasferta fino a due anni per gravi episodi di violenza con la chiusura della curva o il divieto di vendita dei biglietti alle tifoserie;
2. Novità assoluta è il Daspo di gruppo, il Daspo al branco;
3. Arresto differito entro 48 ore per istigazione a razzismo. «Chi si sarà macchiato di determinati atteggiamenti o comportamenti, ha esemplificato Alfano, avrà al citofono la polizia che suonerà per arrestarlo». Sul fronte dei cori contro altre tifoserie, ha garantito il ministro, «lavoreremo comunque con l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive»;
4. Fino a 6 o 9 anni di reclusione per chi trucca partite e gare;
5. E’ stato chiesto alle società sportive uno sforzo per mettere a norma gli impianti di calcio, garantendo una semplificazione burocratica che impone alle amministrazioni locali entro 48 ore dalla richiesta di dare un sì o no alle società, o di convocarle nelle 48 ore successive;
6. Sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per chi ha subito più Daspo: non potrà avvicinarsi allo stadio. «È una misura che si applica ai mafiosi», ha detto Alfano.

Fonte huffingtonpost

 

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