Capaccio: abusi edilizi, Gdf Salerno sequestra struttura adibita a ricevimenti

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sequestro_gdf_salernoI finanzieri della Sezione Operativa Navale di Salerno, in data 21 c.m. hanno eseguito il sequestro in località Giancesare del Comune di Capaccio, di parte di una nota struttura turistica adibita a sala per ricevimenti nella quale erano state realizzate consistenti opere edili completamente abusive.

Il provvedimento è stato disposto dal G.I.P. presso il Tribunale di Salerno Dott.ssa Dolores ZARONE, su richiesta del Sostituto Procuratore Dott.ssa Mariacarmela Polito.

La vasta area già ispezionata nei mesi scorsi, circa 18.000 metri quadri, avrebbe dovuto essere un fondo agricolo; proprio grazie a tale natura giuridica, i proprietari avevano, negli anni, potuto beneficiare delle norme che consentono la trasformazione ad uso residenziale di fabbricati strumentali ai fondi agricoli, con i parametri previsti da tali norme.

Durante le indagini, tuttavia, si è accertato che, attraverso consistenti modificazioni dello stato dei luoghi, erano state realizzate, oltre alla citata sala ristorante di circa 500 mq 500, anche tre piscine per complessivi 400 mq, locali interrati di circa 280 mq, viali e sentieri di camminamento, oltre ad un’area di parcheggio asservita alle strutture ricettive.

Deferiti alla competente A.G., il proprietario della struttura ed il proprietario di parte del fondo agricolo, che dovranno rispondere dei reati che vanno dall’abuso edilizio alla violazione delle norme a tutela del paesaggio; gli abusi perpetrati ricadono, ancora una volta, all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diana, zona riconosciuta “patrimonio dell’Umanità” dall’UNESCO.

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4 COMMENTI

  1. Embè…???
    Ma vi rendete conto che seppur fosse è la norma che è sbagliata?
    Pare leggere che non abbia sviluppato che volumi tecnici (piscina, garage, vialetti…) Insomma, se uno deve fare l’attività turistica per vivere, magari dando anche un pò di lavoro, certe pertinenze andrebbero sempre consentite, magari anche in Scia o addirittura con autocertificazione. Se dobbiamo morir di fame, fottiamocene dell’UNESCO. NOn è un vialetto o una piscina a deteriorare il paesaggio, piuttusto le prostitute che in quella zona assolutamente non riescono a farle sparire!
    E voi scrivete con enfasi “…gli abusi perpetrati ricadono, ancora una volta, all’interno del perimetro del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diana, zona riconosciuta “patrimonio dell’Umanità” dall’UNESCO.”
    Che Dio vi illumini, e che al tempo dei forconi che prima o poi verrà, non ci si dimentichi dei funzionari della soprintendenza (vero limite allo sviluppo del turismo in Provincia di Salerno), dei funzionari comunali solerti o go…go… e dei politici che non hanno il coraggio di modificare il Piano Parco, un obbrobbrio obsoleto, desueto, non in linea con le esigenze di sviluppo del territorio. Ad andar avanti così, moriremo tutti di fame, altro che UNESCO…

  2. Se fosse per le persone come il sig.Antonio Grandito si potrebbe costruire persino vicino ai templi di Paestum o ancora vicino al mare o sulle colline a rischio frane……..per fortuna non è così e qualcuno seppur in ritardo se ne accorge e fà il suo dovere,contrariamente ai funzionari comunali dell’ufficio tecnico che non si accorgono o hanno fatto finta di non vedere!E’ mai possibile che una struttura del genere,molto conosciuta in loco,era completamente sconosciuta dal comune?

  3. Sono sicuro che, come al solito, avranno preso lucciole per lanterne. Spero che con la stessa enfasi, fra qualche anno ahimè, verrà pubblicata la notizia del dissequestro. Intanto altra disoccupazione bene bravi bis evviva l’UNESCO !!!

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