Crisi, dati Istat preoccupanti: disoccupazione al 13,2%, record storico dal 1977

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Lavoro_disoccupatiIl tasso di disoccupazione a ottobre è pari al 13,2%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di un punto nei dodici mesi. Lo comunica l’Istat. Si tratta del massimo storico, il valore più alto sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, ovvero dal 1977, ben 37 anni fa. Il tasso di disoccupazione sorpassa così la soglia del 13%, a settembre infatti si era fermato al 12,9%. Nel dettaglio, il tasso di disoccupazione maschile risulta pari al 12,4%; quello femminile raggiunge invece il 14,3%.  Disoccupati e inattivi Il nuovo aumento della disoccupazione, che si aggiunge a quello di settembre, deriva, nell’ultimo mese, da un calo dell’occupazione cui si associa una diminuzione dell’inattività, ovvero del tasso di persone “fuori dal mercato del lavoro”, che né hanno né cercano un impiego.

Il riversamento degli inattivi nel mercato ha così contribuito a un innalzamento della disoccupazione: questo perché chi è entrato non ha trovato ancora un “posto”. Il numero di individui inattivi tra i quindici e i 64 anni diminuisce infatti dello 0,2% rispetto al mese precedente e del 2,5% rispetto a dodici mesi prima. Il tasso di inattività si ferma invece al 35,7%, in discesa di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,8 punti su base annua. Il numero di disoccupati a ottobre risulta pari a tre milioni e 410mila, in aumento del 2,7% rispetto al mese precedente, ovvero di novantamila unità, e del 9,2% su base annua, con 286mila persone in più in cerca di un lavoro. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, sempre a ottobre, è pari al 43,3%, in aumento di 0,6 punti percentuali sul mese precedente e di 1,9 punti su base annua. In più, i giovani under 25 in cerca di lavoro raggiungono così quota 708mila. A ottobre si contano 55mila occupati in meno, con un ribasso dello 0,2% su settembre, mentre restano sostanzialmente stabili su base annua.

Renzi: “Aumenta la disoccupazione, ma è vero che ci sono più posti di lavoro”. “Il tasso della disoccupazione ci preoccupa – commenta da Catania il premier Matteo Renzi – ma se guardiamo i numeri il dato degli occupati sta crescendo. In Italia ci sono più persone che lavorano da quando abbiamo iniziato con questo governo. Ci sono più di 100 mila posti di lavoro in più, più lavoratori di poco rispetto ad un anno fa e i nuovi avviamenti a tempo indeterminato negli ultimi sei mesi stanno crescendo”.  Poi, il presidente del Consiglio analizza così l’aumento dei disoccupati in rapporto agli inattivi (chi non cerca lavoro). “Il numero dei disoccupati aumenta statisticamente, perché c’è tanta gente che di sta iscrivendo nelle liste di disoccupazione. E’ un fatto positivo – conclude il premier – ma è vero che ci sono tante crisi aziendali aperte e noi cercheremo di risolverle”. 

L’analisi di Nomisma: “Acqua gelata, ma l’aumento delle forze di lavoro può essere segnale positivo”. Il centro studi Nomisma valuta questi dati come “acqua gelata sul mercato del lavoro: ottobre annulla i buoni dati del mese precedente e fa emergere un quadro occupazionale più in linea con gli indicatori di attività economica”. Nel dettaglio, gli analisti rilevano “l’aumento delle forze di lavoro (+34.000). Quest’ultima tendenza, già osservata nel mese precedente – evidenzia l’istituto con sede a Bologna – può sottendere un minor scoraggiamento, il che sarebbe un fatto positivo”. Per Nomisma i dati trimestrali vedono, inoltre, un forte aumento della disoccupazione di lunga durata (oltre un anno) che è arrivata a rappresentare il 62% della percentuale complessiva dei senza lavoro, percentuale che nel terzo trimestre 2013 era pari al 57%. 

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