Sfida con il Martina delicata, ma guai a mettere in discussione l’allenatore

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allenamento_salernitana_arechi_6Sette punti in cinque partite non sono tanti ma neppure pochi. Rendimento modesto non all’altezza di quanto fatto vedere nella prima parte del girone d’andata ma neppure in grado di alimentare voci di crisi o ribaltoni dietro l’angolo. Mentre continuano ad arrivare calciatori il cui valore, al di là del curriculum verrà fornito solo dal campo, come capitato per Perrulli, la sensazione è che questa settimana che ci separa dalla sfida con il Martina Franca stia diventando maledettamente ed inspiegabilmente decisiva. Una partita carica di attese e auspici contro un avversario che già all’andata mise in difficoltà la Salernitana che proprio da Martina Franca cominciò a vincere ed a ribaltare situazioni sfavorevoli. I sogni di gloria non sono diventati incubi.

La Salernitana ha perso con Barletta e Casertana. Nel primo caso contro la squadra più in forma del momento, nel secondo caso contro una compagine che ha usufruito di un rigore discusso e discutibile. Ecco perché non comprendiamo questa inspiegabile caccia al colpevole, ecco perché non crediamo nelle teorie del ribaltone tecnico al primo passo falso. La società ha blindato Menichini. Lotito ha detto chiaramente che non c’è nulla da allarmarsi perché la Salernitana non è all’ultimo posto in classifica ma è ad un tiro di schioppo dal Benevento, ed ha ragione. Nulla è compromesso, nulla è cambiato rispetto a quando Menichini era considerato un mago della panchina e bravo con le sue scelte a vincere partite che sembravano compromesse.

Il gioco? Non ha mai giocato bene questa Salernitana, non ha mai brillato, non ha mai fatto spettacolo. Orpelli immolati sull’altare dei punti e sulla necessità di fuggire via, il prima possibile da questa categoria. Nonostante tutto, quelli che applaudivano Menichini sono diventati i suoi principali detrattori, la fronda anti allenatore è crescita notevolmente negli ultimi giorni fronda alimentata da qualcuno che guarda più ai propri interessi che non a quelli della Salernitana sostenendo che cambiare timoniere è la scelta giusta. Il tutto, però, senza avere controprove e senza una motivazione logica con una squadra in piena corsa verso la Serie B.

4 Commenti

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  • Nessuno, per partito preso e’ contro l’allenatore, pero’ cara redazione, il non vedere del gioco ci preoccupa, perché quando ti affidi solo all’inventiva dei singoli, nei momenti di calo fisico, la paghi.

  • Io continuo a dire che Menichini non è all’altezza di alenare la Salernitana attuale. Aspettiamo e vediamo!

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