Regionali: Renzi darà a De Luca il tempo di fare la giunta, se vince domenica…

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renzi_de_luca_salerno_regionali_2015_ (33)Nel ginepraio di polemiche sulla legge Severino e la condizione ‘particolare’ del candidato Vincenzo De Luca, una cosa è certa a Palazzo Chigi. Se l’ex sindaco di Salerno vince le regionali di domenica prossima in Campania, avrà il tempo di formare una giunta, con assessore e vicepresidente. Non scatterà alcuna sospensione immediata per effetto della legge Severino, che impedisce a De Luca di insediarsi da governatore per via della condanna in primo grado per abuso d’ufficio. Dunque, se il Pd vincerà le elezioni, governerà la Campania, magari con un vicepresidente facente le funzioni De Luca che comunque resterà sospeso dalla carica fino alla pronuncia del giudice ordinario che esaminerà il suo ricorso, anche questo naturalmente è certo.

La materia è complicata. Tecnica e tutta da studiare, visto che il caso De Luca è un inedito nella giurisprudenza italiana, da quando la Severino è in vigore, dal 2012, governo Monti. E i renziani non fanno mistero del fatto che la vicenda sta tenendo impegnati da un bel po’ i loro tecnici esperti in materia. Come orientarsi se De Luca dovesse vincere le regionali? Il provvedimento di sospensione dall’incarico deve essere deciso dal governo: dal ministro dell’Interno Angelino Alfano e il premier Matteo Renzi. Ma non sarà immediato: per intendersi, non scatterà già lunedì, all’indomani dall’elezione. E, secondo gli orientamenti valutati dallo staff di Renzi, non cambia nulla con la sentenza emessa ieri dalla Cassazione, che sottrare al Tar la competenza di giudizio sulla Severino affidandola al giudice ordinario cui ricorrerà De Luca.

“La sospensione non può scattare prima che De Luca entri in possesso delle sue funzioni”, ci dice il responsabile Giustizia del Pd David Ermini. E lo statuto della Regione Campania stabilisce che entro un massimo di 20 giorni ha luogo la prima seduta del consiglio regionale ed entro altri 10 il governatore nomina la giunta compreso un vice-presidente. Soltanto dopo interverrà la sospensione. Perché, recita l’articolo 8 della legge Severino, dopo la proclamazione degli eletti, l’autorità giudiziaria avvisa il prefetto, che a sua volta allerta il governo, il quale decide la sospensione, la comunica al prefetto che a sua volta la notifica al Consiglio regionale.

Passaggi che non sono affatto immediati, secondo i calcoli fatti nella cerchia del premier. Ed ecco perché De Luca oggi ha buon gioco a dire che “per Renzi la legge Severino è superabile”. Tanto più che la decisione presa ieri dalla Cassazione non lascia decadere tutti i ricorsi presentati in Corte Costituzionale contro la Severino. Decadono quelli presentati dai Tar, perché giudici ormai non più competenti. Ma non decade il ricorso presentato dalla Corte d’appello di Bari, che ha reintegrato in consiglio regionale in Puglia il Dem Fabiano Amati, condannato in secondo grado per tentato abuso d’ufficio, e impugnato le eccezioni di costituzionalità della Severino. Ecco: è proprio quello che nel Pd si spera decida il giudice ordinario che dovrà esaminare il caso De Luca: rimandare tutto alla Consulta, che sul pugliese Amati deciderà in autunno. Il tutto sempre che De Luca vinca le elezioni domenica.

Fonte huffingtonpost.it

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4 COMMENTI

  1. Sicuramente ci si sta fasciando la testa prima del tempo, bisogna vedere se De Luca vince (io spero di no).
    Si dice sempre che in Italia le leggi esistono bisogna solo applicarle, l’unico problema è che si prestano ad interpretazioni e ricorsi continui. In Italia non esiste la certezza della pena.
    Il governo Monti l’unica legge a tutela dei cittadini che potesse fare è propri la legge Severino, l’unico problema è che si dovrebbe estendere a tutti i politici e parlamentari senza distinzione, gli impresentabili, i condannati (anche in 1° grado), gli indagati, gli imputati, i sospettati con avvisi di garanzia non dovrebbero né candidarsi né essere eletti.
    Dell’Itala si dice che è un paese strano e in questo caso calza a pennello, mi chiedo era necessario che fosse emanata una legge che regolamentasse chi può candidarsi e quali devono essere i requisiti per candidarsi.
    Penso che dovrebbe essere una regola etica che tutti i partiti dovrebbero darsi senza alcuna legge, chi si candida oltre ad essere eletto potrebbe avere anche ruoli istituzionali, ma anche essere solo parlamentare e in entrambi casi avrebbe responsabilità di danaro pubblico e del bene pubblico, quindi dovrebbe essere integerrimo, con carico pendente pulito, al di sopra di ogni sospetto!
    L’Italia in tutta questa storia non ne sta uscendo bene, lo stesso Renzi sta perdendo tutta la credibilità che dice di aver creato in Europa, dopo che Berlusconi aveva messo alla berlina il nostro paese.
    Leggere che anche un giornale straniero (il Financial Times) scriva di questa storia, vuol dire proprio che siamo alla frutta.
    Renzi che si è presentato come il rottamatore sta correndo il rischio di essere rottamato da un vecchio politico, che ha fatto della politica la sua professione e sta abusando da vent’anni del suo ruolo a proprio vantaggio (l’altra faccia di D’Alema).
    Renzi, De Luca ti sta battendo come quando ha remato contro di te e ha sparato tutte le sue cartucce per farti perdere alle primarie con Bersani, se fossi stato un uomo coerente con te stesso non avresti consentito all’emerito ed eterno sindaco di candidarsi neanche alle primarie, De Luca ti ha incastrato e ti facendo fare la figura di pivellino e bugiardo con tutta l’Europa. Ne va proprio della tua credibilità e dell’Italia tutta.

  2. Che schifo , vergognatevi !!!Un tempo parlavate di leggi adpersona, mi raccomando adesso con molta calma studiatevi quelle che più si addicono a voi. Potrete trovare tutti gli escamotage per raggirare la legge ma il popolo ( quello serio e libero ) è indignato e deluso…

  3. No, Rita, in Italia non è incerta la pena, è proprio del diritto che non vi è nessuna certezza: a furia di bizantinismi ancora un poco e l’ex sindaco lo fanno santo, essere un condannato, ormai è motivo di vanto e non di vergogna come dovrebbe essere per le persone corrette.

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