Fonderie Pisano Salerno, Tradizione Futuro chiama in causa De Luca

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fonderie_pisano_salerno“E’ passato più di un anno da quando sono state individuate le possibili aree per delocalizzare le Fonderie Pisano ma, ad oggi, è stato fatto molto poco, se non le solite promesse”. A denunciare la mancanza di passi in avanti volti alla delocalizzazione dell’opificio di via dei Greci, a Fratte, è l’associazione Tradizione Futuro. “Non provvedere ancora alla delocalizzazione è assurdo – commenta Antonio Mola, responsabile di Tradizione Futuro Salerno – e tutto va a discapito della salute dei cittadini, ma anche dell’immagine e del futuro dell’azienda. La politica può coniugare il dovere delle Istituzione di tutelare la salute dei cittadini con la salvaguardia dei livelli occupazionali e la necessità di Pisano di investire nella struttura, che non potrà sopravvivere se non con gli opportuni interventi di ammodernamento che non sono più fattibili in quella zona”. L’associazione chiama in causa Vincenzo De Luca “che da sindaco si è distinto più per i silenzi che per le soluzioni, ma adesso che è presidente della Regione – continua Mola – deve assolutamente intervenire e concordare con la proprietà il trasferimento della fonderia, ricercando i possibili fondi per la reindustrializzazione delle aree individuate”.

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14 COMMENTI

  1. … spostate le case del comitato; fate prima.

    La fabbrica era lì prima delle case.

    La cicogna ha fatto il nido sulla ciminiera, poi sono nati i piccoli ed adesso dice che la ciminiera fa fumo e si deve spostare.

  2. Beh la cicogna arrostita, al vapore di idrocarburi aromatici incobusti e volatili è una tradizione cinese, non fa parte della nostra cultura , cari FERRAI……
    adda venì baffone!
    una qualità dell’aria semplare! a fabbrica accesa.

  3. all’ilva di taranto è successo qualcosa di simile:
    quando fu messa la prima pietra per costruire le acciaierie lì c’erano
    pietre e qualche pecora che pascolava lontano dalla città…
    Chi ha permesso di costruire lo ha fatto forse per permettere agli operai di stare vicino al posto di lavoro…
    chi ha comprato successivamente…sapeva dove andava a comprare
    ed ora bisogna sfrattare la fabbrica e mandare le famiglie degli operai in rovina,indotto etc
    Bravi…continuate a sfasciare l’Italia
    e così che si risolve la crisi…occupazionale!

  4. Il Comune deve dare i miliardi di euro all’ imprenditore per fargli ricostruire la fabbrica (con macchinari nuovi e moderni) e cedendogli gratuitamente il suolo sul quale ricostruire. EVVIVA!!!!

  5. La puzza delle fonderie arriva fino al centro di salerno.
    Verso le 7.00 di mattina l’aria è irrespirabile fino a piazza San Francesco.
    Finiamola con le bugie.

  6. Evidentemente non s’impara mai dalla storia, lì ove la politica è incapace di prendersi delle responsabilità(vedi delocalizzazione),alla fine subentra la magistratura con provvedimenti di somma urgenza che portano inevitabilmente alla chiusura o riduzione del ciclo lavorativo dei siti produttivi inquinanti(rif.caso Marghera,Ilva di Taranto,etc) con inevitabili ripercussioni sui livelli occupazionali! Coniugare il sacrosanto diritto alla salute con quello del lavoro è possibile, a patto che ognuno dei soggetti in campo(istituzioni locali,cittadini e impresa) si prenda le sue responsabilità……….non farlo aspettando la chimera per chissà quali loschi interessi è da folli!

  7. Assicurarsi che l’impresa stia facendo il suo dovere per ridurre il più possibile l’inquinamento e prendersela piùttosto con quelli che hanno costruito le case troppo vicine all’azienda.

  8. … questa é speculazione altro che puzza.
    Noi non sentiamo nessuna puzza diversa da quello che si avverte quando ti affacci sulle canne fumarie dei tetti delle case in pieno inverno.

  9. delocalizzazione dove?????? Forse si vorrebbe fare come è stato fatto per il cementificio e rovinare i PICENTINI?????
    Vi è piaciuto acquistare casa a poco prezzo vicino salerno????vi andava bene quando Pisano vi dava da mangiare e vi permetteva di avere uno stipendio per pagarvi il mutuo delle case di cui prima?e mò state blaterando da anni quando tutte le analisi non hanno MAI manifestato seri problemi per la salute. Piuttosto i problemi ci sono per il sito di ostaglio che sprigiona odori nauseabondi a tutte le ore. Come mai Tradizione Futuro e questo bellimbusto di Antonio Mola non fa un esposto per chiudere ostaglio?PAGLIACCIO!!!!

  10. La delocalizzazione è una cosa impossibile.
    Se si sposta l’azienda nel frattempo o questa muore o dal nulla appare qualcuno coi bei soldoni si preoccupa di tutte le spese e degli stipendi degli operai perchè non credo lo stato caccierà una lira.
    Se provi a spostare quelli che si sono comprati la casa a basso prezzo vicino l’azienda vi è lo stesso bisogno di tanti soldini .
    In entrambi i casi le persone interessate faranno tanta ammuina
    Quindi si rimarrà allo stato presente.

  11. Caro Rino, la ringrazio per l’attenzione al comunicato. Le aree di cui parlo sono quelle individuate lo scorso anno dall’ASI. Se ha problemi ad Ostaglio e non mi ritiene così “pagliaccio” da potermene interessare, lo farò volentieri.
    Saluti, A. Mola

  12. sei chiaramente un dipendente o un parente di un dipendente di questa fabbrica di morte. è stato certificato che inquina, sia le acque che l’aria. e l’inquinamento arriva fino alla stazione. te lo metti in testa questo particolare o continuiamo a parlare con i fessi? prendetevela con pisano che non ammodern gli impianti, perche a breve la fabbrica chiuderà, i tempi sono maturi, e sarete tutti in mezzo alla strada!! e sarà colpa vostra che non avete mai chiesto a pisano di apportare le giuste modfiche a questa fabbrica che se ne cade a pezzi. preparatevi alla miseria, stolti.

  13. Nel 1950 -1960 la Fonderia era in via Irno, fu sloggiata perchè c’erano le case da costruire. Fu messa in via Dei Greci dove non c’era nulla nulla. Col passare degli anni, i furbetti del quartino hanno comperato a quattro soldi (tramite cooperative) e ora- per rivalutare i 20milioni di lire (nella migliore delle ipotesi) spesi tra il 1977 e il post terremoto- chiedono di far trasferire NUOVAMENTE la fonderia. Perchè cosa? I soldi. Altro che salute pubblica.

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