BMTA 2015: consegnato il primo Premio intitolato a “Khaled al-Asaad”

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rutelli_picarelli_BMTA_2015.jpgGrande partecipazione e commozione alla cerimonia di consegna dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled Al-Asaad”, intitolato all’archeologo siriano ucciso dall’ISIS. Il Premio, organizzato dalla Borsa in collaborazione con la rivista Archeo che ha celebrato i 30 anni di pubblicazione, è stato consegnato dal direttore della Borsa Ugo Picarelli, a Katerina Peristeri, responsabile degli scavi della Tomba di Amphipolis in Grecia.

Consegnati anche tre Premi Paestum Archeologia: a Francesco Rutelli, già ministro dei Beni Culturali e sindaco di Roma, Presidente dell’Associazione Priorità Cultura; al Museo del Bardo (ha ritirato il direttore Moncef Ben Moussa); alla Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino (ha ritirato il direttore Christian Greco).

Moncef Ben Moussa, nel ritirare il Premio ha dichiarato: “Il Museo del Bardo è stato attaccato perché è il simbolo della storia millenaria della Tunisia fondata su apertura,   tolleranza, interscambio culturale, Un’istituzione che è la prima componente del paesaggio culturale del nostro Paese. L’estremismo e il terrorismo approfitta di due cose per estendersi: l’incertezza e l’ignoranza. La nostra unica arma è la cultura e l’educazione per poter lottare pacificamente ed uscire ed evitare certe situazioni”.

Ha partecipato alle cerimonie Mohamad Saleh, ultimo Direttore del Turismo di Palmira, la città antica Patrimonio dell’UNESCO da maggio sotto il controllo del Califfato: “Per esaurire l’effetto distruttivo dell’Isis in Siria ci vorranno tre generazioni – ha detto Saleh durante uno degli incontri di oggi – C’è un piano per la distruzione della nostra storia e della nostra identità”. Saleh ha mostrato alla platea della Borsa le immagini dei Templi di Baal Shamin e di Bell, delle tombe a torre nella necropoli antica, dell’Arco di Trionfo, come erano prima e come sono oggi, dopo il passaggio della furia terroristica. E sull’immagine dei soldati bambini che, lo scorso luglio, nelle rovine dell’anfiteatro hanno ucciso a colpi di pistola venticinque soldati siriani, Saleh ha ammonito: “Quale futuro si può ricostruire con un’intera generazione di bambini che hanno visto i loro coetanei uccidere a sangue freddo? Gli uomini dell’ISIS annientano chiunque non la pensi come loro: la cultura è compromessa, non soltanto per la distruzione del nostro patrimonio. Su quanti siano oggi i danni anche nel Museo ancora non lo sappiamo: hanno di certo bruciato per strada e poi buttato nella spazzatura anche cinque mummie”.

L’incertezza sui danni è stata confermata anche dal professore Maamoun Abdulkarim, Direttore Antichità della Siria, raggiunto telefonicamente in diretta pubblica durante l’incontro.

“Negli ultimi quindici anni si è voluto distruggere i due paesi veramente laici dell’area: la repubblica arano-siriana e la repubblica dell’Iraq”, ha rimarcato l’archeologo Paolo Matthiae, Direttore della Missione archeologica in Siria fino al 2014, anno in cui tutte le missioni sono state chiuse per motivi di sicurezza. “Per noi che operavamo lì è stata inattesa una crisi così forte, tanto singolare agli inizi quanto massacrante negli sviluppi. Una cosa è certa: i massacri culturali non li fanno i cittadini siriani, neanche se ribelli, ma mercenari barbari fanatici di un’ideologia religiosa completamente estranei all’islam più vero”.

“Il primo sforzo dell’UNESCO è quello di sensibilizzare le popolazioni locali sul fatto che il patrimonio non deve essere distrutto – ha ricordato Mounir Bouchenaki, Consigliere Speciale del Direttore Generale Unesco – stiamo lavorando per la costituzione di una Croce Rossa Internazionale che si occupi della salvaguardia di Siti e Musei nei territori oggetto di conflitto che, come accade per l’associazione di soccorso, abbia accesso alle zone di guerra al solo scopo di tutelarne i beni archeologici e culturali. Per la Siria intanto – ha aggiunto – abbiamo già costituito una Task force che lavora a stretto contatto con le grandi ditte di vendita opere d’arte per stilare un codice etico di controllo sulla provenienza dell’oggetto, per cercare di limitare il mercato nero. Vogliamo poi organizzare un atelier per gli archeologi siriani fuggiti dal loro Paese per formare degli specialisti che potranno lavorare al restauro del loro patrimonio”.

Presentate le 11 audioguide dei Musei Provinciali di Salerno

 Guide turistiche multimediali, accessibili gratuitamente da qualsiasi smartphone. La Provincia di Salerno è tra le 350 destinazioni al mondo presenti sulla piattaforma multimediale izi.TRAVEL, app globale gratuita, la prima dedicata ai viaggi e ai racconti d’arte, con la quale sarà possibile visitare gli undici musei provinciali. A presentare l’iniziativa di promozione del territorio, la direttrice dei Musei provinciali Matilde Romito.

Nata in Olanda con l’intento di consentire ai viaggiatori di tutto il mondo di esplorare città e siti culturali in maniera facile e gratuita, izi.TRAVEL raccoglie ad oggi oltre 600 audio guide museali e più di 1500 tour audio cittadini in 350 destinazioni in tutto il mondo.

Accanto alla Tour Eiffel o la Sagrada Familia, da oggi, oltre 1 milione di utenti della app potranno ascoltare anche affascinanti racconti sul Castello Arechi, la Pinacoteca oppure il Museo Archeologico provinciale. Tutti i tour sono accessibili sia dal sito web (www.izi.travel) che dalla app izi.TRAVEL, disponibile su Appstore, Google Play Store e Windows Phone.

Anche gli imperatori romani seguivano la Dieta Mediterranea

 

La dieta mediterranea ha radici ben più profonde di quel che gli italiani immaginano, e che risalgono addirittura al periodo tardo repubblicano e imperiale dell’Impero romano. E’ quanto emerso durante il convegno “Cibo e approvvigionamento a Roma, in Italia e nell’impero”, al quale sono intervenuti illustri studiosi della cultura romana, tra cui Christopher Smith, Presidente Unione Internazionale degli Istituti di Archeologia, Storia dell’Arte in Roma e Direttore “British School at Rome”, Kristian Goransonn, Direttore “Svenska Institutet in Rom”e Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Paestum. “La dieta dei romani era ricca di cereali, tra cui il grano e il farro, molta frutta come l’uva e il melograno, ma anche di proteine animali provenienti da suini, bovini e pesce” – ha spiegato il professore Christopher Smith -. “Vista l’estensione dell’impero e l’enorme richiesta di derrate alimentari della capitale Roma, furono costruiti infrastrutture via terra e via mare imponenti, tra cui strade e porti di grande importanza strategica, come quello di Ostia, snodo cruciale dei traffici marittimi e vero gioiello dell’ingegneria marittima dell’epoca”.

L’incontro con i giovani

La formazione e i tirocini sono i pilastri indispensabili per gli archeologi del domani. E’ quel che è emerso durante  “Archeolavoro”, appuntamento irrinunciabile – nell’ambito della Bmta 2015 – per centinaia di giovani studenti del centro-sud che aspirano a intraprendere un percorso formativo nel turismo culturale. Durante l’incontro i ragazzi hanno avuto modo di approfondire e valutare le offerte formative presentate dalle università italiane presenti alla Borsa; vari i  percorsi formativi sottoposti, che spaziano dal canonico indirizzo di “Archeologia e culture antiche”, a quello per “restauratori”, fino alle offerte formative più innovative online che si avvalgono dell’“E-Learning”.

“Le figure professionali che oggi hanno un maggior appeal sul mercato del lavoro del turismo archeologico sono il restauratore e l’esperto in valorizzazione e comunicazione del patrimonio culturale”, ha affermato Anna Chiara Farisselli, docente associato dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna. “Il profilo professionale dell’archeologo classico conserva ancora il suo fascino e in questo senso è fondamentale rafforzare non solo la formazione teorica, ma anche l’esperienza sul campo fin dal primo anno accademico”. Durante l’incontro è intervenuto anche Carmine Elefante, Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli, che ha spostato l’attenzione sul fondamentale operato dell’Arma nella preservazione dei beni culturali e la lotta al mercato illegali dei beni archeologici. “Il traffico illecito dei reperti archeologici è, a livello globale, il terzo indotto economico illegale dopo quello delle armi e della droga. La lotta per sgominare queste vere e proprie organizzazioni malavitose è molto complicata, e necessità di una preparazione accademica per accelerare lo screening dei beni trafugati dai tombaroli”. Il comandante ha esortato poi i ragazzi a “essere le prime sentinelle nella difesa del patrimonio archeologico italiano”, perché proteggerlo significa “difendere la nostra stessa identità culturale”.

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