Abusa della nipotina, zio orco condannato ad 8 anni

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violenza-sessuale-abusiHa abusato per due anni della piccola nipotina minacciandola di far del male ai genitori se avesse fatto parola di quelle violenze. Condannato a 8 anni di reclusione il 49enne F.C., tuttora agli arresti domiciliari a Baronissi. E’ quanto stabilito dal giudice per le udienze preliminari Stefano Berni Canani che ha processato l’orco con il rito abbreviato. L’uomo è stato condannato anche a versare una provvisionale di 25mila euro ai genitori, assistiti dall’avvocato Orazio Tedesco.

Lo zio pedofilo costrinse la nipotina a seguirlo in un casolare facendole subire palpeggiamenti e violenze e filmandola per minacciarla di divulgare quelle immagini se lei avesse osato raccontare dei loro incontri.  Furono i genitori ad accorgersi nel 2013 che la figlia, allora undicenne, manifestava segni di nervosismo che diventavano sempre più evidenti e inspiegabili. La conferma dei sospetti arrivò quando sul telefonino dello zio materno trovarono un filmato con gli slip della bambina e lui fu messo alle strette. Nel corso dell’incidente probatorio la ragazzina ha confermato tutto, mimando masturbazioni e altri atti sessuali e raccontando che gli abusi erano iniziati da quando aveva nove anni. L’uomo, allora 44enne, l’aveva attratta nella rete approfittando del rapporto di parentela, l’aveva convinta a seguirlo nel casolare e da quella prima volta gli abusi erano continuati con cadenza periodica, accompagnati dalle minacce di divulgarne i video se lei ne avesse fatto parola. Adesso lui è agli arresti domiciliari, in un altro comune della Valle dell’Irno, e ieri è arrivata la sentenza di primo grado che accoglie la richiesta del pubblico ministero Elena Guarino e lo condanna a otto anni

Lo zio orco  stato arrestato il 26 gennaio scorso dai carabinieri della compagnia di Mercato San Severino su richiesta inoltrata al Giudice per le udienze preliminari da parte del Pm Elena Guarino del Tribunale di Salerno.  Durante una passeggiata, il 48enne avrebbe portato in un casolare di campagna la bambina e l’avrebbe filmata nuda. Dopo averla filmata, avrebbe più volte minacciato la piccola di raccontare tutto ai genitori e di fare del male anche a questi ultimi. E così, F.C. avrebbe praticato atti di libidine violenta con condotte invasive pur se l’irreparabile non sarebbe, fortunatamente, accaduto. Gli incontri avvenivano in una casa di campagna di proprietà dell’uomo, poco più che un casolare dove sarebbero avvenute le violenze. La cosa che rende ancor più triste la vicenda è che il quarantottenne indagato è sposato e figli della stessa età

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