Alessia Volpe a Il Mattino: «I miei studi per i malati di cancro»

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La storia di Alessia Volpe, giovane biologa molecolare salernitana, trasferita a Londra,  è un’eccellenza mondiale della nuova frontiera della ricerca oncologica. Lo scrive il quotidiano Il Mattino oggi in edicola che racconta la storia di Alessia che studia le nanoparticelle intelligenti. Praticamente piccolissimi “shuttle” in grado di trasportare farmaci dentro le cellule tumorali, per una terapia mirata che riduca gli effetti tossici collaterali procurati dai farmaci chemioterapici e massimizzi l’efficacia delle molecole introdotte.

I risultati, positivissimi, al momento li ha ottenuti sui topi, ma a breve sarà possibile sperimentare il trattamento sull’uomo. A novembre ha esposto a Berlino il lavoro di ricerca portato avanti al King’s College, dov’è Phd in Oncologia molecolare e Imaging Cancer, a dicembre, sotto l’albero, la bella sorpresa di essere stata nominata ambasciatore dell’European Association for Cancer Research, che raggruppa i maggiori professionisti che studiano le patologie oncologiche.




 «Quella di andare all’estero è stata una mia scelta, accarezzata fin dall’ultimo anno di università – racconta Alessia –. Ci pensavo già da liceale al Tasso, poi mi sono iscritta a Biologia a Napoli, ho fatto un internato di due anni e mezzo al Cnr e ho preso contatti con istituti d’eccellenza esteri. Avrei potuto fare la ricercatrice anche in Italia come tanti altri, ma è questione di ambizioni personali. Qui avrei dovuto mettermi in fila, vedere persone meno preparate passarmi avanti, nel caso migliore trovarmi in un laboratorio senza risorse finanziarie. Oltre confine è tutt’altra cosa, ci sono standard alti. Ti prendono solo se meriti. Non voglio vantarmi, ma la selezione per approdare al King’s è stata dura, primo ostacolo la lingua, devi parlare l’inglese come se fosse la tua lingua madre».
Poi aggiunge: « Stare a contatto con i malati di cancro ti dà un’energia in più, ti fa capire il senso di quello che fai. E allora, anche se sei stanco, vai avanti a muso duro, sai che quello che fai è combattere per la vita. È questo impatto emotivo con la sofferenza che ti dà la forza mentale e interiore. Ti rendi conto che quello che fai ha valore, ti ricorda che la conoscenza è importante, aiuta a salvare vite. L’altro aspetto significativo è che operi in équipe, la sana competizione assume la forma di un’intensa collaborazione. Ed è importante il confronto, con quelli come te e con i tuoi tutor, se vuoi raggiungere il meglio per la tua crescita personale e professionale».

1 Commento

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  • Ecco una delle tante che, secondo il ministro Poletti, è meglio che stia all’estero perchè in patria rompe le scatole e vorrebbe che fossero i meritevoli a fare carriera e non i raccomandati.
    Si spendono miliardi per i migranti, che arricchiscono le cooperative legate ai partiti politici, e le banche ed, ovviamente, non ci sono soldi per la ricerca.
    I nostri governanti sono imbarazzanti e non capisco cosa aspettano gli italiani a ribellarsi e cacciarli a calci nel c..o

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