Piace la Salernitana formato trasferta

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La Salernitana equilibrata, combattiva, compatta, grintosa, reattiva vista all’opera a Vicenza non è affatto dispiaciuta. Certo, gli esteti del calcio potranno sottolineare che quella del Menti non è stata una partita da consegnare agli annali e gli amanti del gioco propositivo si saranno accorti che Coda ha sofferto maledettamente di solitudine in terra veneta (anche a causa della serata non ispirata di Rosina). Ma la scelta di Bollini si è rivelata vincente. E anche azzeccata. A differenza di quella di Bisoli di lasciare fuori due pezzi da novanta come Signori e De Luca.

Contro un Vicenza capace di vincere due sole gare interne fin qui, ma che negli ultimi due mesi ha viaggiato ad una media punti quasi da play off, il tecnico della Salernitana ha deciso di rinunciare ad una punta di ruolo (Improta è scivolato in panchina, assieme all’acciaccato Donnarumma) per schierare in posizione più avanzata Vitale. La posizione del napoletano, con cui Rosina ha duettato spesso e volentieri (mentre poche volte le azioni dei granata si sono sviluppate sulla destra, visto che Minala e Ronaldo hanno badato più al sodo che a dare qualità), ha rappresentato un autentico rebus per la retroguardia dei veneti.




Con Bittante, bloccato per controllare l’esterno biancorosso di turno, e Busellato a coprirgli le spalle, Vitale si è sentito libero di imperversare nella metà campo avversaria, come faceva ai tempi delle giovanili, con la maglia numero 10 sulle spalle. Una soluzione che, nelle gare esterne più complicate, potrebbe tornare ancora utile. In quelle più “abbordabili”, invece, come pure nelle partite casalinghe, è lecito aspettarsi qualcosa in più da una Salernitana che ancora non ha espresso appieno il suo potenziale offensivo (28 gol in 25 partite sono pochini). Un’altra buona notizia è rappresentata dal fatto che a decidere il match è stato un centrocampista, mentre, fin qui, la quasi totalità dei punti era stata “regalata” alla Salernitana dagli attaccanti.

Così come non si può non sottolineare il fatto che con Gomis tra i pali tutto il reparto difensivo (al di là degli interpreti di turno) ha guadagnato grande tranquillità. Dopo aver riabilitato Schiavi, Bollini ha riabbracciato Odjer e ora rimette in rampa di lancio anche Donnarumma. Il potenziale (pur con delle lacune non colmate dal mercato invernale) c’è, non sarà da posizioni di vertice, ma nemmeno da play out. Al tecnico spetta il compito di tramutarlo in punti sul campo.

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