Diritti tv: sfida per Serie A spezzatino

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C’è anche il derby della Capitale fra le 132 partite che potrà trasmettere in esclusiva l’emittente che si aggiudicherà il pacchetto D, il più prezioso dei 5 messi in vendita dalla Lega Serie A per diritti tv del campionato per il triennio 2018-21.

Un bando che alza a un miliardo di euro i ricavi minimi attesi dai club e dall’advisor Infront (senza contare diritti tv accessori e internazionali), spezzetta ulteriormente la programmazione del fine settimana e dà più valore al prodotto sulla piattaforma internet, anche se i due pacchetti in questione – apprende l’Ansa – sarebbero non interessanti dal punto di vista dell’offerta e dei prezzi per Tim, che quindi non sarebbe intenzionata a partecipare all’asta.

Aumentano da 5 a 8 le finestre: si giocherà anche sabato alle 15, domenica alle 18 e lunedì alle 20.30, orario che sostituirà le 20.45 per tutte le partite serali, tranne quelle nei turni infrasettimanali, con un anticipo martedì alle 21, mercoledì un match alle 19 e sei alle 21, giovedì una alle 19 e una alle 21.

Gli appassionati hanno una stagione per prepararsi alle novità, operatori televisivi e internet solo due settimane per preparare le offerte da presentare entro il 10 giugno, due giorni prima dell’apertura delle buste per la Champions. Si prevede una sfida fra Sky e Mediaset, in cui conterà la strategia nell’asta Uefa.

Sul satellite non si esclude una puntata di Discovery. Dopo il passo indietro di Tim, si attendono le mosse di altre telco, o outsider come Amazon e Perform Group. Nessun pacchetto da solo basta per trasmettere l’intero campionato.

Operatori di ogni piattaforma possono concorrere per il D: vale minimo 400 milioni di euro, copre le gare di 12 squadre (fra cui Roma, Lazio, Torino e Fiorentina), 324 eventi di cui 132 in esclusiva (quanti ora, ma con più big match). Le gare delle altre 8 (fra cui Juve, Napoli, Milan e Inter, 248 eventi) sono nei pacchetti A (satellitare) e B (dtv), che valgono 200 milioni.

I pacchetti C1 e C2 per la piattaforma internet si dividono a metà le squadre dei pacchetti A-B (milanesi da una parte, dall’altra Juve e Napoli) e la quotazione minima di 100 milioni di euro l’uno, per garantire all’online (diritti invenduti nel 2014) la pari dignità richiesta dalle autorità. Il prezzo minimo richiesto è superiore di circa 50 milioni di euro rispetto al 2015-18.

Per trasmettere tutte le 380 partite servono quindi più dei 572 milioni a stagione pagati ora da Sky in base alla sublicenza con Mediaset (che versa 373 milioni per le partite di 8 squadre fra cui le big Inter, Juve, Milan, Napoli e Roma) che ha risolto l’intricata assegnazione nell’estate 2014, a tre settimane dall’apertura delle buste.

Una trentina di milioni è attesa dai 7 pacchetti di diritti tv accessori, più corposi di quelli venduti per 3 milioni a trattativa privata nel 2014). Soprattutto i Gold (esclusive di interviste flash, immagini degli spogliatoi, produzioni in 4k, spydercam…), ma anche i Silver (non esclusivi), fra cui la possibilità degli operatori di dtv e satellitare di far vedere agli abbonati le partite su altri device.

Per le licenze di bar e ristoranti si prevede un bando specifico con ricavi attesi per circa 80 milioni di euro.

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